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Tribunale - Marito padrone a processo per maltrattamenti - In aula il doloroso racconto della moglie

“Ti ammazzo a mani nude, zoccola”

Vetralla

Vetralla

Vetralla – Un’altra storia di feroci liti di coppia. Un’altra donna disperata in aula.

E’ l’ennesimo processo per maltrattamenti in famiglia quello svoltosi ieri mattina al tribunale di Viterbo.

Lei, una donna sessant’anni, è parte civile contro il marito, accusato di averla ripetutamente insultata e minacciata. Fatti che sarebbero avvenuti a Vetralla tra il 2012 e il 2013.

“Il nostro matrimonio dura da quasi quarant’anni, ma ci stiamo separando – racconta lei in aula, davanti al giudice Silvia Mattei -. E’ sempre stato un marito e padre padrone, ma perso il lavoro è diventato insopportabile. Si ubriacava in continuazione ed era violento, soprattutto con le parole. Mi riempiva di bestemmie e offese: ‘Sei una mignotta, come tutte le donne. Servite solo da giovani, perché diventate vecchie siete inutili’, mi diceva in continuazione”.

Poi le umiliazioni. “Con tutti si vantava di scopare con altre donne – continua la 60enne -. Lo faceva anche davanti a me, mentre era al telefono con gli amici. E quando parlava con le sue donnine diceva che non vedeva l’ora che mi venisse un attacco di cuore così da poter ereditare tutto. Era un marito e padre padrone, si doveva fare solo quello che ordinava lui. Se la prendeva anche con i figli; voleva ammazzare anche loro e li chiamava cornuti”.

La donna racconta spedita, inoltrandosi nelle pieghe più dolorose del suo rapporto col marito. “Per troppi anni ho sopportato, per troppi anni ho tenuto nascosto il suo comportamento, ma ho sbagliato – ammette -. Il 6 gennaio 2013 l’ho sentito urlare e strillare dalla sua stanza. Ho chiamato il 118 per farlo calmare, ma si è barricato in camera. Lì ha dei fucili, per lui la cosa più cara al mondo. Così i sanitari hanno dovuto chiamare i carabinieri che glieli hanno sequestrati. Da quest’episodio la situazione è degenerata e ha cominciato a minacciarmi di morte: ‘Non mi servono i fucili per ammazzarti. Posso anche usare un coltello o farlo a mani nude, zoccola. Ti scanno, devi avere paura’, mi minacciava”.

L’8 marzo 2013 l’uomo viene colpito da un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare. Poi il rinvio a giudizio e il processo. 

Lei è assistita dall’avvocato Carlo Mezzetti. Il marito da Paolo Delle Monache. Sul banco dei testimoni, ieri mattina, anche il figlio e il cognato dell’imputato, pure loro oggetto di minacce, insulti e offese.

L’udienza è aggiornata a gennaio.

22 dicembre, 2016

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