Viterbo – Alloggi popolari a via dei Pellegrini: “Tutto congelato”.
Alla fine tocca al sindaco Leonardo Michelini intervenire sulle cinque famiglie che dovrebbero essere trasferite a Bagnaia in altrettanti appartamenti del serpentone. Per carenze igienico sanitarie, sostengono ai Servizi sociali, ma dal settore Patrimonio non sono dello stesso avviso. Sarebbero solo piccoli interventi che non giustificano lo sgombero.
Un contraddittorio non di poco conto. Perché se gli alloggi popolari di Bagnaia restano liberi, qualcun altro, che non sia già assegnatario, potrebbe entrarci.
Così, tra Servizi sociali e Patrimonio, in mezzo arriva il primo cittadino. “Ho dato disposizione al settore Patrimonio – spiega Michelini – d’effettuare un sopralluogo a stretto giro. Rapidamente, per verificare i lavori necessari e se possibile effettuarli a breve. Interventi di sanificazione”.
Come riportato nella lettera della Asl datata 2014. “Ho letto la missiva – continua Michelini – in effetti, avevano riscontrato tracce d’umidità. Ma un conto è l’umidità e un conto considerare un’abitazione inagibile. Ecco perché ho disposto il sopralluogo.
I tecnici mi riferiranno su eventuali criticità ed eventuali lavori di ripristino”.
Sullo spostamento delle famiglie: “Al momento è tutto congelato – sottolinea Michelini – è indispensabile il sopralluogo. La Asl ha rilevato tracce d’umidità, non mi sembrano situazioni particolarmente serie. Verifichiamo se è possibile sanificare e quindi decidere di conseguenza”.
Michelini non è il solo a voler capire bene la situazione. Dalla minoranza, Giulio Marini (FI) si è già mosso.
“Ho inviato – precisa il consigliere azzurro – una richiesta al presidente della quarta commissione Arduino Troili, perché si affronti l’argomento e ci vengano a spiegare come stanno le cose”.
Ma qualche richiesta d’informazione arriva pure dall’Ater. Il commissario Bianchi ha scritto al comune, dovendo procedere all’assegnazione degli alloggi, per chiedere la durata dell’assegnazione (temporanea), che non risulta nelle delibere prodotte dal comune. Così come la richiesta della delibera di giunta con la quale il comune ha esercitato la riserva in deroga, per l’assegnazione.
Giuseppe Ferlicca
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