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Tribunale - Sutri - La vittima del furto: "Non avrei voluto denunciarla, ma voglio essere risarcita"

Ruba collane di diamanti e smeraldi del ‘700, colf a processo

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Un'aula di tribunale

Il tribunale di Viterbo

Sutri – Ruba collane di diamanti e smeraldi del ‘700, colf a processo.

“Veniva a casa mia alcuni giorni a settimana per stirare. Mi fidavo di lei e invece mi sono vista sottrarre sotto il naso due collane pregiatissime che avevo in casa”. 

A parlare, di fronte al giudice Mattei, è una signora di Sutri, vittima del furto di alcuni preziosi nel marzo del 2013.

“Mi sono accorta che mancavano due collane del valore di circa cinquemila euro l’una. La prima con diamanti e smeraldi del ‘700, l’altra con un ciondolo costosissimo a forma di elefante”.

La donna segnala immediatamente la cosa ai carabinieri che, dopo un sopralluogo in casa, si accorgono che non ci sono segni di effrazione. Le ipotesi cadono tutte sulla ragazza che alcune volte a settimana frequenta la casa della signora per aiutarla a stirare i panni.

“Ha confessato il furto di fronte a me e al maresciallo – ricorda la vittima – dicendo che aveva trovato le collane nella spazzatura… Particolare ovviamente non vero, ma su questo ho sorvolato. Visto che mi dispiaceva infierire su una persona che pensavo di stimare e che sapevo avesse anche due bambini piccoli, decisi di non denunciarla, ma volevo essere risarcita”.

 

Nel frattempo le indagini dei carabinieri erano riuscite a recuperare una parte della refurtiva, quella di meno valore.

“In due diversi compro oro della zona – spiega uno dei militari che avevano lavorato al caso – abbiamo ritrovato i pezzi di oro delle collane, per un valore totale di 1.100 euro: 500 da una parte e 600 dall’altra”.

Mancavano comunque all’appello gli oggetti di maggior valore: i diamanti, gli smeraldi del ‘700 e il monile prezioso raffigurante un elefante.

“Quelle collane, comprensive delle pietre, saranno costate all’epoca dell’acquisto almeno cinque o seimila euro l’una – prosegue la vittima del furto -. Quindi, d’accordo con la signora che si era addossata la responsabilità, abbiamo deciso che sarei stata risarcita con delle cambiali, ma a tutt’oggi non ho rivisto indietro né i soldi, né le cambiali, niente di niente”.

Il processo è stato aggiornato a novembre.


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11 febbraio, 2017

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