Vejano – “L’abbiamo trovata abbandonata su un letto con a fianco un secchio per fare i bisogni. In giro per casa c’erano cani, gatti e sporcizia ovunque. Quanto al cibo credo le passassero sempre la solita minestrina…”
E’ la testimonianza di una volontaria della Croce Rossa intervenuta la sera del 19 marzo 2015 in un casa di Vejano per rispondere alla richiesta di aiuto di un’anziana disabile che, dopo aver contattato anche i carabinieri, chiedeva di essere “liberata”.
In quell’abitazione, la donna inferma era ospite, insieme a un’altra signora, di una coppia di coniugi e di un altro uomo che, secondo le indagini dei carabinieri, avevano improvvisato una sorta di piccola casa di riposo, non riconosciuta da nessuno, tantomeno dalla Asl.
Il blitz dei militari, scattato il 1 aprile del 2015 dopo alcuni giorni di appostamenti, si era concluso con l’arresto di tre persone (una donna e due uomini di 74, 77 e 63 anni) finiti poi in tribunale con le accuse di maltrattamenti, lesioni aggravate e abbandono di incapaci.
Tutto era partito proprio dalla richiesta di aiuto della disabile che, tramite un’amica, si era messa in contatto con una coppia di volontari della Croce Rossa.
“Ci ha telefonato perché diceva di non riuscire più a sopportare quelle condizioni – continua la volontaria – e quindi siamo andati a prenderla insieme ai carabinieri. La casa era sporca, c’erano cani e gatti ovunque e una gran puzza. Lei l’abbiamo trovata abbandonata su un letto con un secchio per gli escrementi”.
La disabile, orfana e senza parenti prossimi, si era rivolta a loro come ultima spiaggia per scappare da quell’inferno. Poi sono intervenuti anche gli assistenti sociali che l’hanno infine sistemata in una struttura sanitaria ad hoc. Alla prossima udienza, i primi di marzo, sarà ascoltata come parte offesa nel processo.
Francesca Buzzi
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