Vasanello – Finì in ospedale con la faccia spaccata e oggi al posto della tempia sinistra si ritrova una placca. Il motivo? “Avevo difeso mio zio”, racconta la vittima in un’aula del tribunale di Viterbo. Davanti al giudice Giacomo Autizi c’è il suo presunto aggressore, accusato di lesioni dopo averlo colpito al volto con una spranga in ferro da cinquanta centimetri.
I fatti risalgono all’agosto 2013 a Vasanello. “Ero su una panchina insieme a mio zio – racconta la giovane vittima, costituita parte civile – quando l’imputato gli si è avvicinato e ha iniziato a urlargli contro: ‘Sei uno schifoso’, gli diceva. Per un po’ ho fatto finta di niente ma poi sono intervenuto per difenderlo. Ci siamo dati qualche spintone ma per me era finita lì”.
La vittima e lo zio girano le spalle e se ne vanno. “L’aggressore ci ha raggiunti dopo cinque minuti – continua la vittima -. Credevo mi volesse chiedere scusa, l’atteggiamento era quello. Ma all’improvviso ha messo una mano dietro la schiena e ha tirato fuori una spranga di ferro. Mi ha colpito qui, sulla faccia, sopra l’occhio sinistro, sulla tempia. Perdevo tantissimo sangue e mentre lui scappava io sono corso in un supermercato vicino per chiedere aiuto”.
La chiamata ai carabinieri che trovano a terra – come raccontato in aula da un militare – una spranga di cinquanta centimetri. Poi l’intervento del 118. “Si vedeva l’osso, era spaccato. I medici mi hanno operato e messo una placca”. A settembre la prossima udienza.
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