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Blera - Rintracciata dopo anni in Romania, non si presenta al processo - L'imputato si sarebbe calato i pantaloni mentre lei lavava i piatti e si sarebbe infilato nel letto della presunta vittima

Il nonno la molesta, badante lo denuncia e scappa

Blera

Blera

Blera – Ormoni senza età. Sono quelli di un ottantenne di Blera accusato di violenza sessuale dalla badante, una romena che, però, dopo averlo denunciato ed essersi costituita parte civile è tornata in patria. E’ stata rintracciata in Romania solo lo scorso mese di settembre, ma non essendosi presentata in aula per deporre contro il suo presunto aguzzino, dovrà essere sentita nel suo paese, per rogatoria internazionale. Più facile a dirsi che a farsi. Le domande saranno predisposte durante un’apposita udienza, a marzo, del collegio, quindi tradotte in romeno e passate alla locale autorità giudiziaria. Dopo di che, una volta spedite in Italia, le risposte dovranno essere ritradotte nella nostra lingua. Una bella trafila, non c’è che dire, perché la giustizia possa compiere il suo corso. 

L’ottantenne di Blera, fedelissimo del Viagra, secondo l’accusa non avrebbe perso occasione, nell’urgenza da pillola blu, di mostrarsi nudo alla badante, strusciarsi a lei mentre lavava i piatti, infilarsi di notte nel suo letto o chiederle servizi extra a tutte l’ore, con frasi tipo “vieni qua che ti faccio un massaggetto” e ben più spinte. Continue richieste di rapporti sessuali. Avances giornaliere. Tentativi di infilarsi nel suo letto di notte per toccarla o farsi toccare. I fatti sarebbero andati avanti per circa un anno, dal 2011 al 2012. L’ottantenne è finito sotto processo anche con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. 

In almeno due occasioni i carabinieri di Blera si sono precipitati in soccorso alla ragazza, avvisati dal fidanzato. Lei ha raccontato ai militari di essere stata inseguita per la casa dal datore di lavoro che le avrebbe fatto esplicite richieste di sesso orale, palpeggiamenti reciproci e rapporti completi. Il tutto mentre, con pantaloni e slip calati, cercava di afferrarla, strattonarla e schiaffeggiarla, arrivando persino a toglierle le chiavi della macchina o della sua stanza per evitare che potesse rinchiudersi o scappare. Episodi all’ordine del giorno, secondo l’accusa. Che avvenivano mentre la giovane badante lavava i piatti o svolgeva altre faccende. Una convivenza difficilissima perché, secondo le indagini, l’anziano avrebbe più volte minacciato di licenziarla o di non pagarle lo stipendio.

12 febbraio, 2017

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