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Orte - In quattro a processo per phishing - Vittime un austriaco, un olandese e un argentino

Bonifici truffa da Oltralpe e oltreoceano

Un'aula del tribunale

Un’aula del tribunale

Orte – Bonifici dall’estero sui conti correnti di una banca di Orte, ma era una truffa. Vittime un austriaco, un argentino e un olandese. A processo, davanti al giudice Giacomo Autizi, quattro africani, tra cui una donna – assistiti dall’avvocato Walter Pella – che nel 2013 hanno architettato una truffa informatica internazionale, senza fare i conti con i sistemi di controllo interbancari. Per la precisione sono accusati del reato di truffa commessa mediante illecite operazioni di prelievo on line da conti correnti bancari intestati ad altre persone, il cosiddetto ( e temuto) “phishing”. 

Da Orte riuscivano a farsi accreditare soldi sul conto da Oltralpe e perfino da oltreoceano. Ma dopo essere riusciti a incassare a tempo di record un primo bonifico da 970 euro, proveniente dall’Austria, si sono visti congelare i successivi, dagli importi ben più consistenti. “Pari a 4.800, 8.900 e 9.500 euro – ha spiegato un funzionario dell’istituto di credito di Orte – ma noi nel frattempo avevamo già ricevuto la richiesta di restituzione del primo bonifico dalla banca estera della vittima, arrivata nel giro di un paio di giorni, per cui abbiamo congelato i successivi e informato i carabinieri non appena sono giunte le successive richieste di restituzione del denaro, tutte dall’estero”. 

Tutto è partito dall’apertura scaglionata di quattro conti correnti da parte degli imputati, normalmente movimentati per alcuni mesi, fino al 3 settembre 2013. “Gli intestatari vi avevano versato somme modeste, al massimo 1.300 euro, facendo versamenti e prelievi nella norma. Niente di strano, insomma. Poi quel primo bonifico e nel giro di pochi giorni gli altri, più corposi. Ma l’allarme è scattato immediatamente e la truffa è riuscita solo in un caso”. Il problema sarà ora far venire le vittime a testimoniare in Italia da Olanda, Austria e Argentina, come ha sottolineato lo stesso giudice. Una presenza indispensabile per chiarire cosa sia successo e come si sono accorti che i loro conti venivano depredati dall’Italia. 

20 marzo, 2017

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