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Viterbo - Politica - Giulio Marini spera che il centrodestra torni a coinvolgere i territori e annuncia un incontro di FI, FdI e NcS per ripartire uniti

“Primarie? Se si candida Berlusconi, vince su tutti…”

di Paola Pierdomenico
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Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – “Il centrodestra riparta dal territorio”. “Ok a primarie locali, ma a livello nazionale, se si candida Berlusconi, le vince su tutti”. “In comune? Non hanno idea di come amministrare”.

Giulio Marini riparte da un nuovo modello di centrodestra, che coinvolga la base, e annuncia per il 10 marzo un incontro dal titolo “Economia solidale, Europa dei popoli, territorio e partecipazione. La nuova stagione del centrodestra” organizzato da FI, FdI e NcS che si rimettono insieme per ricompattare lo schieramento.

Cosa bolle in pentola?
“Economia solidale, Europa dei popoli, territorio e patecipazione” – dice Marini – è il titolo dell’incontro in programma il 10 marzo, organizzato da FI, FdI e Noi con Salvini, e a cui, finora, hanno aderito anche Rivolta l’Italia e Direzione Italia. L’iniziativa nasce sull’onda della ricomposizione delle forze di centrodestra”.

E’ possibile secondo lei?
“Stiamo affrontando un percorso di identificazione delle forze che ne faranno parte e, come dimostra il titolo dell’incontro, anche dei programmi. E’ necessario creare le condizioni per un progetto comune e perseguirle, per rappresentare i moderati che vogliono ribellarsi a certe condizioni”.

Quali?
“Quelle per cui, da dieci anni, la crisi economica viene pagata dai più deboli. Non possiamo accettarlo”.

Altre forze di centrodestra parlano di primarie per la scelta di leader e candidati.
“A livello nazionale, se Berlusconi volesse e potesse candidarsi, non ci sarebbe storia e vincerebbe lui senza dubbio, anche su Salvini e la Meloni. Il consenso personale del presidente è superiore a quello che, in questo momento, hanno altri. Al di là di questo, per me, c’è da concentrarsi su un modello”.

Cosa intende?
“Pensare al leader è secondario perché appunto non si sa nemmeno se Berlusconi vorrà scendere in campo. C’è quindi da concentrarsi sul modello di coalizione. Il Pdl, oltre alla fusione fredda di FI e An, ha manifestato una grande lacuna e cioè la difficoltà di interpretare la base. Il referendum di dicembre, invece, ci ha detto esattamente il contrario e cioè che i territori vogliono essere rappresentati ed è questa è la chiave democratica da adottare. I partiti contenitori, in stile Usa, non sono adatti nel nostro paese perché gli italiani vogliono il contatto politico”.

A livello locale, invece, come vede le primarie?
“Sarebbero giustissime. Nel 2013, se ci fossero state primarie con valide alternative, probabilmente, non sarei sceso in campo e avrei convinto i miei sostenitori che era meglio lasciare spazio ad altri. Il problema è un altro…”.

Si spieghi.
“A Viterbo le ultime primarie hanno avuto un effetto negativo perché hanno messo insieme una coalizione disomogenea che non ha permesso di governare.

Il punto, infatti, sta tutto nel programma da portare avanti e se sia o meno credibile. Il libro dei sogni che i politici sono abituati a realizzare non va bene. Dobbiamo dunque prepararci senza trascurare nulla perché alle prossime amministrative dobbiamo essere pronti”.

L’amministrazione continua a incassare brutte figure, come quella di giovedì in consiglio.
“Siamo alla follia, alla seconda chiamata, erano presenti 12 consiglieri di maggioranza ed erano programmate le interrogazioni. Come opposizione, avremmo potuto anche mantenere il numero legale, ma per manifestare l’inconsistenza e la mancanza di attenzione dell’amministrazione, abbiamo preferito non affrontarle. Venerdì poi è arrivata la data del prossimo consiglio, mercoledì in prima convocazione e giovedì in seconda. Cioè, andiamo a fare interrogazioni in seconda convocazione… Questo fa capire il livello di approssimazione a cui siamo arrivati”.

Il sindaco ha detto di non sentirsi sconfitto e di non volersi dimettere.
“Si consola con la legge delle macchine a spalla e il piano regionale delle acque, fatte dai parlamentari regionali e nazionali, quindi non dalla sua squadra. La richiesta di dimissioni è perché non c’è più una maggioranza e non da adesso. Nella mia esperienza amministrativa, ho fatto una media di 44 consigli e ammetto che, a volte, non sono mancate le difficoltà, però, in questa consiliatura, sono talmente tante da non essere più normali”.

Tornerà l’amore col bilancio?
“Sono convinto ci saranno problemi, ma anche che probabilmente verranno superati. Il punto è che l’assessore aveva promesso di farlo entro dicembre e, negli uffici, è da ottobre che ci stanno lavorando. E’ finito febbraio e sta scadendo il termine di legge per cui, anche questa volta, si confida sulla proroga. In questi anni, l’amministrazione non è mai riuscita ad approvare un bilancio entro i tempi”.

Sugli immigrati, invece?
“Da venerdì ho voci di arrivi a San Martino e ieri la consigliera Minchella ha annunciato una interrogazione. Per me la questione era semplice, e cioè si doveva istituire un osservatorio, affinché noi fossimo attori di come i migranti venivano collocati sulla città, capire dunque la gestione degli arrivi. Invece, l’assessore ai servizi sociali non sa nulla e non c’è un delegato che riferisca su quanto sta accadendo. Anche sui numeri non ci sono certezze… il viceprefetto in commissione ha parlato di 122 migranti. Vengono prima posizionati sedici, che oltretutto non vengono dal canale di Sicilia, ma da Acquapendente, e poi altri 14. Non c’è una logica, ma sono messi per dare corpo a un campo che, se il tempo non fosse bello, sarebbe una tragedia. C’è una non conoscenza e mi auguro che non sia così per favorire gli interessi di qualcuno”.

Quindi cosa fare?
“Vogliamo la trasparenza degli atti e di ciò che viene fatto nel capoluogo, un diritto che pretendiamo soprattutto per i cittadini. Cercheremo di tenere alta l’attenzione su questo fenomeno, indirizzando le istituzioni affinché si scongiuri la distribuzione massiccia dei migranti per favorire l’integrazione e dare a tutti i soggetti coinvolti la risposta migliore in termini di qualità della vita”.

L’amministrazione cosa dovrebbe fare?
“Non c’è un’idea di come amministrare ed è così non solo sulla questione dell’immigrazione, ma anche sui servizi sociali e sugli alloggi popolari, solo per fare qualche esempio. Non sanno quello che fanno – conclude Marini – ne prendano atto”.

Paola Pierdomenico


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1 marzo, 2017

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