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La decisione della corte d'appello - Alcove del sesso a San Faustino - Tre anni e otto mesi al marito, tre anni e quattro mesi alla moglie

Prostituzione minorile in centro, pena ridotta per una coppia

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Viterbo - Operazione Libertà - L'arrestata G.D.

Viterbo – Operazione Libertà – L’arrestata G.D.

Viterbo - Operazione Libertà - L'arrestato G.A.

Viterbo – Operazione Libertà – L’arrestato G.A.

Viterbo - Operazione Libertà - L'arrestato F.I.

Viterbo – Operazione Libertà – L’arrestato F.I.

Viterbo – Prostituzione minorile, la corte d’appello di Roma ha ridotto la pena per una giovane coppia di coniugi accusata di aver fatto prostituire due ragazze (di cui una minorenne) in due alloggi: a Viterbo, in pieno centro storico, e a Terni (fotocronaca – slide).

In primo grado la coppia – G.D., 27enne romena, e il marito G.A., 30 anni – erano stati condannati rispettivamente a sette e nove anni di reclusione. Un anno fa, a marzo 2016, il gup di Roma Annamaria Gavoni li giudicò con rito abbreviato. La pena è stata ora ridotta in appello: tre anni e quattro mesi per la donna e tre anni e otto mesi per il marito.

“La corte d’appello penale di Roma, terza sezione, ha ridotto le pene a 3 anni e 8 mesi e a 3 anni e 4 mesi, con il solo obbligo di firma – fanno sapere con una nota i legali dei due imputati, gli avvocati Luca Sbardella e Luca Gambero -. In pratica i due potranno essere affidati in prova al servizio sociale e godere della liberazione anticipata”.

Per la coppia un’accusa pesante: associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, anche minorile. “La corte (d’appello, ndr) – proseguono i legali – ha accolto la tesi difensiva circa l’insussistenza dell’associazione a delinquere, annullando le aggravanti del vincolo parentale e della minore età per uno dei due coniugi”. Secondo gli inquirenti, infatti, la 17enne costretta a vendersi era la nipote della coppia.

Dopo la sentenza, soddisfazione degli avvocati Sbardella e Gambero. “La vicenda – spiegano i legali – aveva coinvolto i due giovani coniugi dopo la perdita del lavoro di lui e la conseguente necessità di far fronte alle spese familiari. La più favorevole sentenza d’appello è frutto della minuziosa ricostruzione dei fatti effettuata dalle difese attraverso attività investigativa, in particolare presso Western union e Atlassib, oltre che presso Inps e autorità consolari, che ha permesso di tracciare spostamenti di denaro e proventi prevalentemente leciti, derivanti da investimenti all’estero effettuati dai coniugi, tali da escludere la sussistenza del vincolo associativo”.

In attesa delle motivazioni, i difensori preannunciano un possibile ricordo per Cassazione. “L’obiettivo – sottolineano – è di ottenere l’assoluzione di almeno uno dei coniugi, se non di entrambi, attesa la censura su audizione protetta della minore e sulla legittima acquisizione delle intercettazioni telefoniche”.

G.D. e G.A. furono arrestati dai carabinieri di Viterbo nell’operazione Libertà. Insieme a loro, nel maggio 2015, finì in manette un conoscente: F.I., 36enne, anche lui di nazionalità romena, rinviato a giudizio lo scorso anno. E’ stato l’unico a preferire il rito ordinario all’abbreviato. Il fascicolo del procedimento era passato alla Direzione distrettuale antimafia per competenza, data la gravità dei reati contestati, ma è tornato a Viterbo per la fase processuale: F.I. sarà giudicato davanti al tribunale del Riello.

L’indagine dei carabinieri di Viterbo è andata avanti per due mesi. Qualcuno, nel quartiere San Faustino, aveva notato uno strano via vai in una palazzina in via delle Mura. Due gli alloggi, uno a Terni e uno a Viterbo. Due le ragazze costrette a vendersi, anche se, per gli inquirenti, è possibile fossero anche di più. 

Un business da decine di clienti al giorno. Il prezzo delle prestazioni sessuali variava dai 50 ai 200 euro. Con possibilità del più costoso servizio a domicilio, se il cliente lo richiedeva.

Un gruppo attrezzato, secondo il sostituto procuratore Paola Conti, che agiva secondo logiche quasi imprenditoriali: tariffario, pubblicità su siti web specializzati, accompagnamento e rotazione delle ragazze. E persino sorveglianza armata durante i rapporti con i clienti: i carabinieri hanno sequestrato armi clandestine, appositamente modificate per renderle più pericolose. Tutto sotto l’attenta gestione di F.I. e della coppia arrestata.

I carabinieri li hanno bloccati prima che riuscissero a tornare in Romania.


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12 marzo, 2017

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