Viterbo – Tenta di adescare una tredicenne conosciuta in vacanza su Facebook, a processo davanti al collegio per tentata violenza sessuale aggravata un trentenne di Udine. L’uomo è stato incastrato dopo la denuncia della vittima e della madre in questura.
Un processo che si celebra rigorosamente a porte chiuse, nonostante l’adolescente sia diventata nel frattempo maggiorenne. Ma i fatti, avvenuti nel 2011, risalgono a quando la vittima era ancora poco più che una bambina.
A dicembre è stata ascoltata la giovane. Ieri invece è stata la volta dell’ispettore capo Roberto Fortunati, uno degli agenti della squadra mobile di Viterbo specializzati nei delitti contro la persona. Oltre a raccogliere la testimonianza della minore, il personale del nucleo anti abusi ha assistito la famiglia anche durante il prosieguo delle indagini che hanno condotto al responsabile, un trentenne di Udine.
Vittima e imputato, nonostante la notevole differenza d’età, avrebbero simpatizzato durante una vacanza estiva trascorsa in un villaggio turistico nel sud Italia.
Successivamente il trentenne avrebbe inviato alla ragazzina una richiesta di amicizia su Facebook, per poi contattarla in chat. Qui avrebbe iniziato a inviarle decine di foto porno e messaggi a sfondo sessuale.
L’uomo sarebbe anche arrivato al punto di chiedere alla 13enne di farsi vedere nuda e masturbarsi in webcam. Poi la telefonata: “Voglio fare sesso con te, ti sto venendo a prendere a scuola”.
Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata la madre che, raccolte a fatica le confidenze della tredicenne, spaventata e imbarazzata per l’accaduto, si è recata con la figlia in questura facendo cadere il presunto orco in trappola.
La ragazzina, in un primo momento, avrebbe taciuto per vergogna e per paura di ritorsioni, dal momento che l’imputato le avrebbe detto di non raccontare nulla a casa.
Il processo riprenderà a ottobre.
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