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Tribunale - Bolsena - Per la morte di un ventenne è stato assolto il governatore della Misericordia, ma è ancora indagato un volontario

Ambulanza senza defibrillatore, caso ancora aperto dopo dieci anni

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

L'avvocato Vincenzo Dionisi

L’avvocato Vincenzo Dionisi

Bolsena – A distanza di dieci anni, non è ancora chiuso il caso di Andrea Massari, il ventenne morto dopo essersi accasciato improvvisamente a terra mentre stava trascorrendo una serata d’estate al bar con gli amici. 

Per quel decesso, avvenuto nel 2007,  è stato processato e assolto, il 2 ottobre 2012, l’allora governatore della Misericordia, accusato di omicidio colposo perché l’ambulanza intervenuta sul posto non era munita di defibrillatore, all’epoca non obbligatorio a bordo dei mezzi di soccorso. L’imputato, nel frattempo, è anche lui deceduto.

Il governatore fu assolto, ma furono rinviati gli atti al pm Paola Conti per il volontario che prese l’ambulanza senza defibrillatore.

La Conti ha chiesto l’archiviazione, spiegando che già il processo aveva dimostrato che era impossibile stabilire se l’utilizzo di un defibrillatore avrebbe potuto impedire la morte della vittima. All’archiviazione si è però opposto l’allora giudice per le indagini preliminari Salvatore Fanti, ipotizzando nei confronti del volontario l’omicidio colposo.

Così la vicenda, a distanza di dieci anni, è tornata davanti al gip, che nel frattempo è andato in pensione ed è stato sostituito dalla dottoressa Savina Poli.  

Una vicenda kafkiana per l’avvocato Vincenzo Dionisi, che già a suo tempo aveva assistito il governatore della Misericordia e oggi difende il volontario. “All’udienza – spiega – non hanno preso parte nemmeno i familiari del ragazzo deceduto, nemmeno loro hanno aderito all’opposizione. Il giudice si è riservata, ma in pratica manca solo la declaratoria di prescrizione”. 

17 luglio, 2017

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