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Viterbo - Gli indizi degli investigatori contro Danilo Camilli, l'uomo finito a Mammagialla martedì per l'incendio a Fiescole - L'avvocato De Santis: "Per ora solo ipotesi di reato, il mio assistito si dichiara estraneo ai fatti"

Bosco in fiamme a trenta metri dall’uomo arrestato

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Danilo Camilli

Danilo Camilli

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

Il bosco incendiato

Il bosco incendiato

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

Viterbo – Danilo Camilli. Vetrallese di 39 anni. Bracciante. Incensurato. 

Sarebbe stato lui a incendiare il bosco in località Fiescole, a Viterbo, due giorni fa, secondo l’accusa formulata dagli inquirenti.

Video: Incendia un bosco di centinaia di ettari, arrestato

Gli uomini del Nucleo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) lo hanno arrestato in flagranza martedì pomeriggio e portato al carcere di Mammagialla. Incendio boschivo, il reato contestato. E lui, agli investigatori, ha dichiarato di essere titolare di un’impresa boschiva.

Sugli ultimi roghi appiccati in provincia gli inquirenti indagavano da settimane. A Camilli, in realtà, è contestato soltanto l’incendio di martedì in località Fiescole ma, secondo una nota diramata ieri mattina dai carabinieri forestali, l’arresto dell’uomo rientra nelle indagini coordinate dal pm Paola Conti sui tantissimi incendi scoppiati – o appiccati? – di recente tra Viterbo e Vetralla. 

Camilli era già sorvegliato speciale. “I militari da tempo stavano eseguendo attività di osservazione e pedinamento dell’uomo”, si legge, ancora sulla nota.

Lo hanno visto fare inversione di marcia in strada Monte Fogliano. Fermarsi. Poi hanno visto il fuoco a trenta metri da lui. E nessun altro passava per quella strada. Duecentocinquanta metri quadrati di vegetazione anneriti dal fumo, la corsa dei vigili del fuoco e il pedinamento a Camilli continuato fino a via Enrico Fermi, dove la sua macchina è stata bloccata e perquisita. 

L’accendino rosso trovato dai carabinieri forestali, adesso, è sotto sequestro. E, per gli investigatori, Camilli non aveva motivo di portarne uno con se, non essendo fumatore. 

“Oltre all’incendio in località Fiescole non ci sono altri episodi contestati al mio assistito che si dichiara totalmente estraneo ai fatti – afferma Samuele De Santis, avvocato del trentanovenne -. Le indagini sono ancora in corso: quelle a carico della persona che difendo, attualmente, sono solo ipotesi. I familiari mi hanno incaricato di agire legalmente contro chiunque speculi su una vicenda così delicata, su un reato così odioso e a oggi con elementi così incerti contro il mio assistito”. 

Da due giorni, Camilli è in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Aspetta la convalida dell’arresto. “Ci stiamo muovendo anche attraverso indagini difensive – continua De Santis – affinché la verità venga accertata e si possa alleggerire una misura cautelare così sproporzionata”. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 agosto, 2017

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