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Viterbo - Il gip ha convalidato l'arresto, ma alleggerito la misura cautelare

Bosco incendiato, Danilo Camilli ai domiciliari col braccialetto elettronico

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Danilo Camilli

Danilo Camilli

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

Viterbo – Danilo Camilli ai domiciliari col braccialetto elettronico. Convalidato l’arresto del 39enne fermato il 22 agosto per incendio boschivo. 

La decisione del giudice Rita Cialoni è arrivata nel primo pomeriggio di ieri. La difesa, rappresentata dall’avvocato Samuele De Santis, ha chiesto e ottenuto una misura cautelare più leggera: la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari. 

Il trentanovenne di Vetralla si era avvalso della facoltà di non rispondere, ieri mattina, all’udienza di convalida in carcere. Muto sull’incendio di Fiescole, per il quale è stato arrestato, e sugli altri roghi tra Viterbo e Vetralla.

I carabinieri forestali sospettano di lui. Conoscevano ogni suo spostamento. Secondo le indagini arrivava, si fermava, si lasciava alle spalle colonne di fumo. 

Almeno una volta sarebbe andato perfino sotto la caserma dei vigili del fuoco, prima che uscisse l’autobotte per andare a spegnere le fiamme. E poi tornava dove – secondo gli inquirenti – aveva appiccato il fuoco poco prima. 

I movimenti di Danilo Camilli erano tracciati col gps. Al centro delle indagini sui roghi scoppiati tra Vetralla e Viterbo era finito quasi subito. Trentanove anni, bracciante di Vetralla. Chiacchiere che giravano in paese su una sua presunta ossessione per il fuoco, ma nessun precedente penale per incendio. 

Martedì, invece, gli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) sono andati a prenderlo, dopo averlo seguito per l’ultima volta dal bosco di Fiescole fino al piazzale sotto la Cittadella della salute, dove la sua auto si è fermata ed è scattato l’arresto. 

Video: Incendia un bosco di centinaia di ettari, arrestato

Fermato per il rogo di Fiescole: duecento metri quadrati di fiamme solo per la chiamata tempestiva ai vigili del fuoco. Ma quello è il polmone verde della Tuscia. Centinaia di ettari di bosco che passando per San Martino arrivano fino al lago di Vico. Una strage di alberi sventata per un soffio.

Se è vero che l’arresto di martedì è scattato per l’incendio a Fiescole, è anche vero che il fascicolo sul trentanovenne di Vetralla sta diventando sempre più voluminoso. Gli investigatori hanno depositato un’informativa di cinquanta pagine. E, in quelle pagine, collegherebbero, sempre secondo gli inquirenti, Camilli anche ad altri incendi recenti tra Viterbo e Vetralla.




Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 agosto, 2017

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