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Viterbo - Oggi l'udienza di convalida del fermo - La difesa: "Rischia il linciaggio da innocente"

Incendio a Fiescole, l’arrestato sorvegliato da giorni col gps

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Danilo Camilli

Danilo Camilli

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

Viterbo – Conoscevano ogni suo spostamento. Arrivava. Si fermava. Si lasciava alle spalle colonne di fumo.

Almeno una volta sarebbe andato perfino sotto la caserma dei vigili del fuoco, prima che uscisse l’autobotte per andare a spegnere le fiamme. E poi tornava dove – secondo gli inquirenti – aveva appiccato il fuoco poco prima. 

I movimenti di Danilo Camilli erano tracciati col gps. Al centro delle indagini sui roghi scoppiati tra Vetralla e Viterbo era finito quasi subito. Trentanove anni, bracciante di Vetralla. Chiacchiere che giravano in paese su una sua presunta ossessione per il fuoco, ma nessun precedente penale per incendio. 

Tre giorni fa, invece, gli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) sono andati a prenderlo, dopo averlo seguito per l’ultima volta dal bosco di Fiescole fino al piazzale sotto la Cittadella della salute, dove la sua auto si è fermata ed è scattato l’arresto. 

I carabinieri forestali lo hanno fermato per il rogo di Fiescole: duecento metri quadrati di fiamme solo per la chiamata tempestiva ai vigili del fuoco. Ma quello è il polmone verde della Tuscia: centinaia di ettari di bosco che passando per San Martino arrivano fino al lago di Vico. Una strage di alberi sventata per un soffio.

Se è vero che l’arresto di martedì è scattato per l’incendio a Fiescole, è anche vero che il fascicolo sul trentanovenne di Vetralla sta diventando sempre più voluminoso. Gli investigatori hanno depositato un’informativa di cinquanta pagine. E, in quelle pagine, collegherebbero Camilli anche ad altri incendi recenti tra Viterbo e Vetralla.

Video: Incendia un bosco di centinaia di ettari, arrestato

La difesa non sta a guardare. “Stiamo cercando anche noi di verificare le cause degli ultimi roghi”, afferma il suo avvocato Samuele De Santis, un passato nei vigili del fuoco. “Alcuni sono scoppiati nei terreni di Camilli: un controsenso sia stato lui, no? Faremo indagini difensive e chiederemo di poter visionare le relazioni stilate sugli incendi”. 




Stamattina il gip dovrà decidere se convalidare l’arresto per incendio boschivo dopo l’udienza in carcere. “Non è stato fermato proprio in flagranza di reato. Non l’hanno sorpreso con l’accendino in mano. In realtà è stato bloccato dopo un’ora. Semmai si può parlare di quasi flagranza… ma a suo carico ci sono solo elementi indiziari. Quello che ci preme sottolineare è che non vanno dati giudizi affrettati. Parliamo di una persona il cui arresto, ad oggi, non è stato neppure confermato. Rischia il linciaggio quando finora è innocente. E lo sarà fino a sentenza definitiva”. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 agosto, 2017

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