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Bagnoregio - Carabiniere morto dopo una caduta - I messaggi degli amici che su Facebook ricordano Gioacchino Capone - Oggi pomeriggio alle 15,30 a Campoleone (Lanuvio) i funerali del 38enne nella chiesa di san Giovanni Battista

“Avevi la gioia nell’anima…”

Gioacchino Capone

Gioacchino Capone

Gioacchino Capone

Gioacchino Capone

Bagnoregio“Avevi la gioia nell’anima”. Sono le parole che Massimo ha voluto dedicare a Gioacchino Capone, il giovane carabiniere di 38 anni, originario di Ariccia e in servizio a Bagnoregio, morto pochi giorni fa dopo una caduta in casa.

Capone era stato appena operato al ginocchio in un ospedale a Roma. Poi, da quanto si apprende, una volta tornato a casa del fratello ad Aprilia, sarebbe caduto dalle scale. Quindi la corsa all’ospedale di Latina dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Il giovane però non ce l’ha fatta. Lascia una moglie e tre figli.

Oggi, 11 ottobre, alle 15,30, nella frazione di Campoleone, nel comune di Lanuvio (Roma) si terranno i funerali del 38enne. La cerimonia si svolgerà nella parrocchia di san Giovanni Battista.

Sotto shock colleghi e amici. Ma anche la comunità bagnorese e chi lo conosceva. Persone che hanno avuto modo di incrociare quel sorriso e quella gioia che Gioacchino riusciva a trasmettere anche solo con uno sguardo. Allegro, dinamico e sempre pronto a dare una mano agli altri. E’ così che in molti lo ricordano.

“Ciao angelo – scrive Massimo sul profilo Facebook di Gioacchino -, perché ora sei un angelo, così come lo eri in terra, ora lo sei in cielo… Avevi poco più di 20 anni quando ti ho conosciuto… avevi la gioia nell’anima, nei pochi anni passati assieme, non ti ho mai visto arrabbiato o triste, avevi il sorriso stampato sulle labbra e trasmettevi gioia e allegria a tutti coloro che ti stavano attorno. Di te avrò sempre un ricordo felice, di tutti i momenti passati assieme. R.I.P. Un caro abbraccio a tutta la tua famiglia ai quali dico: Sorridete, come lui ci ha insegnato, pensate a lui, pregate per lui.

Che il suo nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato.

Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza. Con grande dolore, sentite condoglianze a tutti voi”.

“RIP – aggiunge Alessandro – e grazie per tutto ciò che hai fatto per la nostra arma dei Carabinieri”.

11 ottobre, 2017

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