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Graffignano - A processo un trentenne, sei le vittime - "Correte, ho accoltellato una persona", ha detto al 112 spacciandosi per un compaesano

Ordina servizi funebri per i vicini, rinviato a giudizio per stalking

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Sipicciano

Graffignano – La frazione di Sipicciano

 

L'avvocato Luca Nisi

Il difensore Luca Nisi

Graffignano – Ordina servizi funebri per i vicini, rinviato a giudizio per stalking, procurato allarme, interruzione di pubblico servizio e sostituzione di persona.

Si tratta di un trentenne di Sipicciano, già noto alle cronache giudiziarie per avere picchiato così violentemente la madre da farle perdere la vista da un occhio. La donna dopo il processo lo ha perdonato e in famiglia sarebbe tornata la pace. 

Ma il giovane è finito nuovamente nei guai nel marzo 2016 dopo che ben sei vicini di casa, tutti di Graffignano, lo hanno denunciato per stalking, in seguito a un’escalation  di molestie telefoniche.

Tra le vittime, ci sarebbe chi si trovato i necrofori sull’uscio oppure mobilieri pronti a scaricare arredi mai ordinati alla porta. Per non dire di chi, recandosi al cimitero, ha trovato violati i sepolcri dei cari estinti.  Non solo. “Correte, ho accoltellato una persona”, avrebbe detto al 112, spacciandosi per un compaesano.

Come si legge nell’avviso di conclusioni indagini, il trentenne “si sarebbe sostituito alle loro persone, effettuando a loro nome o ai loro danni volture di utenze elettriche o telefoniche, richieste di servizi funebri, di carro attrezzi, di vendita di abitazioni, di segnalazione guasti, di intervento del 118, ordini di mobili ed imbrattando con vernice verde e danneggiando le tombe di famiglia di due parti offese”.

Il procurato allarme, invece, deriva da due telefonate che l’imputato avrebbe fatto al numero di emergenza 112.  Nella prima si sarebbe sostituito a un compaesano, dicendo all’operatore di avere accoltellato una persona. Nella seconda, invece, avrebbe chiesto l’intervento dei carabinieri per una rossa in corso nella frazione di Grotte Santo Stefano. 

Il trentenne, difeso dall’avvocato Luca Nisi, è stato rinviato a giudizio ieri dal gup Rita Cialoni. Tempi lunghi per il processo, la cui prima udienza è stata fissata per l’8 ottobre 2018. 

Silvana Cortignani


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17 ottobre, 2017

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