__

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Il caso della serial killer degli anni Trenta al centro di una contesa editoriale - Accusa difesa pronti a darsi battaglia in aula - Parte civile la presunta vittima

Saponificatrice di Correggio, valanga di testimoni al processo per plagio

Leonarda Cianciulli, la serial killer passata alla storia come "la

Leonarda Cianciulli, la serial killer passata alla storia come “la saponificatrice”

 

Leonarda Cianciulli

Leonarda Cianciulli

Viterbo – (sil.co.) – Il caso della “saponificatrice” di Correggio approda in tribunale. Si è aperto ieri davanti al giudice Giovanni Pintimallli il processo per plagio all’autore di un libro stampato a Ronciglione che racconta la storia di Leonarda Cianciulli, la serial killer italiana tra le pochissime donne serial killer della storia, nata nel 1894 e morta nel 1970, all’età di 76 anni, al manicomio di Pozzuoli. 

La presunta vittima di plagio, l’autore Fausto Bassini, rappresentato dall’avvocata Carla Gelsomini e intenzionato a farsi risarcire i danni, ha formalizzato ieri la costituzione di parte civile e presentato una lista record di trenta testimoni contro i soli cinque dell’accusa. Il prossimo 20 dicembre sarà in aula per raccontare al giudice la sua versione.

Chissà se per l’occasione ci sarà anche l’imputato, Fabio Sanvitale, difeso dal legale Diamante Ceci. Copiosissima, in compenso, la documentazione di cui è stata chiesta dal pm l’acquisizione nel fascicolo, tanto che la difesa ha chiesto termini per sollevare eventuali eccezioni. 

Nonostante il trascorrere del tempo, le vicende relative alla Cianciulli tornano dunque a tenere banco. In pieno Ventennio, la serial killer uccise tre donne in Emilia Romagna, dopo di che ci avrebbe fatto il sapone. A Viterbo, come detto, il caso approda per una contesa di tipo editoriale. Per violazione della legge sul diritto d’autore è stato rinviato a giudizio uno scrittore di Pescara, per l’appunto Sanvitale, che nella sua opera sulla Cianciulli, uscita nel novembre 2010, avrebbe plagiato una precedente pubblicazione di Bassini, depositata alla Siae.

Bassini ha sporto querela sette anni fa, evidenziando anche i capitoli e i passaggi in cui, a suo avviso, emergerebbero le analogie tra i due volumi. E adesso si è costituito parte civile, assistito dall’avvocata Carla Gelsomini e dallo studio di Marco Fornaciari di Reggio Emilia. Un altro nome legato alla storia della saponificatrice. Il legale è infatti figlio dell’avvocato Piero Fornaciari, che oltre settant’anni fa difese i familiari di una delle vittime. Lo stesso cui l’assassina avrebbe continuato a spedire auguri natalizi dal manicomio criminale in cui era rinchiusa.

Corsi e ricorsi. La stessa Cianciulli avrebbe scritto un memoriale, “Confessioni di un’anima mareggiata”, che molti sostengono però non essere opera sua, bensì degli avvocati che la difesero al processo, dal momento che la donna aveva studiato solo fino alla terza elementare e dunque difficilmente poteva essere in grado di scrivere un libro di oltre settecento pagine. Lo scopo sarebbe stato alleggerire la sua posizione, infatti non finì in carcere, ma in manicomio. “Finì in un pentolone, come le altre due – avrebbe scritto invece la serial killer di una delle sue vittime – ma la sua carne era grassa e bianca. Quando fu sciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose”.

13 ottobre, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564