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Tribunale - Operazione Transilvania Games - A processo per associazione per delinquere - 350 le vittime

Scommesse on line per svuotare carte di credito, 31 rinvii a giudizio

Operazione Transilvania games - Uno degli arrestati

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L'operazione Transilvania games

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Viterbo – Operazione Transilvania Games, sarà maxiprocesso per tutti i 31 indagati.

Sono stati rinviati in giudizio in blocco ieri dal gup Savina Poli, al termine di un’udienza preliminare fiume che il prossimo 8 maggio porterà davanti al collegio la presunta banda di romeni e macedoni, accusati di associazione per delinquere finalizzata all’uso fraudolento di mezzi di pagamento, arrestati nel febbraio 2013 con l’accusa di clonare carte di credito e svuotarle tramite scommesse sicure on line. 

Un tranello che avrebbe mietuto 350 vittime in tutta Italia, per cui devono rispondere anche di frode informatica, riciclaggio e ricettazione.

In parole povere, come ha sottolineato la pm Chiara Capezzuto durante l’udienza preliminare, avevano messo in piedi un trucco per rubare i codici d’accesso e svuotare le carte di credito. 

Le indagini furono seguite dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Roma, ma la maggior parte degli arrestati (19 su 31) abitava a Viterbo e provincia, specialmente nell’hinterland di Civita Castellana.

A mettere in moto le fiamme gialle, l’esposto di un cittadino vittima del fenomeno del cosiddetto phishing, ossia l’acquisizione fraudolenta on line di dati sensibili, in questo caso relativi a carte di credito, poi utilizzati per prelevare contanti, effettuare acquisti su internet e altro.

L’uomo, nel corso di una transazione sul web, si sarebbe accorto di non aver più disponibilità di denaro sulla sua carta elettronica, svuotata del credito dopo un’operazione non autorizzata, eseguita da ignoti su un sito di scommesse.

Partendo da questo singolo caso, le fiamme gialle sono riuscite a ricostruire la consolidata operatività di una vera e propria organizzazione criminale, con a capo tre soggetti di origine romena che, attraverso l’uso di mail trabocchetto ed altri accorgimenti informatici, riusciva ad impossessarsi delle credenziali (numero della carta e password dispositive) di numerose carte di credito.

Le carte così virtualmente clonate venivano poi usate per ricaricare conti di gioco, intestati a soggetti dell’Europa dell’est organici all’associazione criminale.

Tali conti venivano quindi usati per effettuare scommesse per così dire sicure (ad esempio, a fronte di una giocata di 100 euro si potevano vincere al massimo 103 euro), con l’unica finalità di ripulire le somme illecitamente sottratte.

Il passaggio successivo consisteva, secondo l’accusa, nella monetizzazione delle somme vinte attraverso la loro immediata riscossione attraverso prelievi on line dai conti di gioco e contestuale accredito su carte intestate ai medesimi soggetti. Da qui i soldi venivano prelevati in contanti attraverso normali sportelli bancomat postali e bancari.

Con questo sistema sono state effettuate ricaricare ai conti gioco per oltre 273mila euro, attraverso circa 560 operazioni fraudolente su carte di credito, e prelevati più di 255mila euro.

Oltre agli arresti, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Roma hanno anche sottoposto a sequestro preventivo, su disposizione del gip del tribunale di Viterbo, 30 conti gioco illecitamente ricaricati e 32 carte dove sono confluite le somme di denaro provento di reato, unitamente a queste ultime.

Silvana Cortignani

7 dicembre, 2017

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