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Viterbo - Caffeina Christmas Village - Filippo Rossi dopo il divieto di accendere la filodiffusione - Andrea Baffo: "Potevamo anche non staccarla eppure li abbiamo ascoltati, ma non siamo dei bugiardi"

“Un comune che spegne la musica di Natale è nemico della città”

di Francesca Buzzi
Filippo Rossi

Filippo Rossi

Barelli, Rossi e Baffo

Barelli, Rossi e Baffo

Il presidente della fondazione Caffeina Andrea Baffo

Il presidente della fondazione Caffeina Andrea Baffo

L'avvocato Giacomo Barelli

L’avvocato Giacomo Barelli

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Viterbo – “L’amministrazione Michelini è una palla al piede. Si scaglia contro di noi, ma così fa del male solo ai viterbesi e ai turisti. Questi attacchi sono atti di guerra di chi non ha minimamente a cuore la città”.

Filippo Rossi ci va giù pesante. E vuota il sacco contro il comune incolpandolo di “mettere i bastoni tra le ruote con ogni mezzo possibile e immaginabile” a Caffeina. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la questione dell’impianto di filodiffusione al Christmas Village. Ma Rossi coglie l’occasione per andare anche oltre.

“Un comune che spegne la musica di Natale è nemico della città che amministra – tuona Rossi -. O forse ci considera dei nemici? Se è così, Michelini e i suoi abbiano il coraggio di dire che Caffeina, sia col festival estivo che col Christmas village o con il teatro, non è utile alla città. Non può esser considerata una colpa portare migliaia di turisti a Viterbo e far rivivere questa città”.

Filippo Rossi, insieme al presidente della fondazione Caffeina Andrea Baffo e all’avvocato Giacomo Barelli, rispondono punto su punto alle accuse mosse dall’amministrazione, e più in particolare dall’assessora Perà, in merito all’impianto di filodiffusione che, intanto, è stato spento da venerdì pomeriggio, così come ordinato dalla commissione di vigilanza del comune.

“Potevamo anche non spegnere – ci tiene a sottolineare Rossi -. Anzi io ero uno di quelli che non avrebbe voluto spegnere un bel niente. Per quieto vivere, però, si è deciso così”.

Andrea Baffo, invece, scende nel dettaglio e spiega il perché. “Quell’impianto di filodiffusione è stato posizionato perché una delibera (la 265 del 2017) ce lo ha consentito – dice -. E ce lo ha consentito così esplicitamente da imporci pure degli orari di accensione. Il 23 novembre abbiamo inviato una Scia apposita. Se ne è parlato nel comitato di ordine e sicurezza al quale io stesso ho partecipato in Prefettura. Serve altro?”.

Eppure, dopo pochi giorni, è arrivato lo stop. “Ci ha “imposto” di spegnere con un atto dirigenziale di una commissione alla quale non siamo neppure stati formalmente invitati – prosegue Baffo -. La comunicazione della “sentenza” è stata inviata soltanto all’avvocato Barelli, che per sua gentilezza ci ha avvisato e noi abbiamo deciso di spegnere. Ma potevamo anche non farlo. Se dovessimo attaccarci ai cavilli burocratici…”.

L’input di far spegnere la musica pare sia arrivato al Comune da qualche cittadino infastidito dal rumore. “Le critiche dei residenti sono sacrosante e ben accette – aggiunge Baffo -. Ma se ne dovrebbe poter discutere. Saremmo stati flessibilissimi ad abbassare il volume o a togliere qualche altoparlante. Insomma saremmo venuti incontro a tutti. Ma chiederci di spegnere così di colpo è davvero troppo”.

Poi insiste sull’aspetto tecnico. “La Perà vuole far credere che quell’impianto serve per le emergenze e per le comunicazioni di sicurezza – dice ancora Baffo – e non per la musica di Natale. Beh mi spiace deluderla, ma è esattamente il contrario. Quell’impianto lo abbiamo voluto per il sottofondo musicale, perché l’anno scorso i tanti visitatori del Christmas village ce lo hanno chiesto e suggerito. Il fatto di usarlo poi anche con funzioni legate alla sicurezza è stata una nostra decisione, per unire l’utile al dilettevole”.

Comunque, mentre la musica è spenta si lavora già per riaccenderla. “Abbiamo già pronto il documento di impatto ambientale che ci è stato richiesto dalla commissione – conclude Baffo -. Se ce lo avessero chiesto prima lo avremmo presentato a tempo debito… ora spero si sbrighino a darci udienza. Non si è ancora capito se già domani o giovedì 7 dicembre. In ogni caso dà fastidio il fatto che tutto questo poteva essere risolto tramite gli uffici e invece la Perà l’ha utilizzato per fare una polemica sterile ed inutile”.

Insomma oltre al divieto ai vertici di Caffeina non sono piaciuti i modi. “Non capisco questo astio – chiosa Baffo -. Noi lavoriamo per creare degli eventi, non per metterci contro qualcuno. Se ci chiedono delle cose noi le presentiamo. Ma non sopporto che ci si apostrofi come dei bugiardi. Bugiardi di cosa? Non lo accetto”.

Dello stesso parere anche il legale ed ex assessore Giacomo Barelli. “Si abbassino i toni – dice il legale – e si parli con serenità. Dalle parole della Perà leggiamo soltanto del nervosismo che non sappiamo davvero spiegarci…”.

Francesca Buzzi

 

 

3 dicembre, 2017

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