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Viterbo - Elezioni politiche - Fioroni (Pd) sul consigliere pronto a ripresentarsi in regione

“Chiedere a Panunzi di candidarsi nell’uninominale non è un dispetto”

di Giuseppe Ferlicca
Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

San Martino al Cimino - L'incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

San Martino al Cimino – L’incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

San Martino al Cimino - L'incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

San Martino al Cimino – L’incontro Pd per formalizzare la candidatura di Ciambella

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Luisa Ciambella e Giuseppe Fioroni

Viterbo – “Si candidano all’uninominale pure Paolo Gentiloni e il sottosegretario Maria Elena Boschi, lei anche senza paracadute…”.

Elezioni politiche, candidature nel Pd e relative polemiche, Giuseppe Fioroni prende al volo l’occasione dell’incontro ieri sera a San Martino al Cimino in cui il suo gruppo ha ufficializzato la corsa di Luisa Ciambella alla regione, per dire la sua su un tema che fa sta facendo discutere dentro e fuori il partito, attorno a un nome, quello di Enrico Panunzi, consigliere regionale uscente.

“Da una parte gli viene chiesto di candidarsi e dall’altra decide di candidarsi”. Sintesi fioroniana per dire che il Pd chiede a Panunzi di candidarsi alla camera nel collegio uninominale, mentre il diretto interessato sembra optare per il secondo giro alla regione.

“Ma se il partito – sostiene Fioroni – chiede a nomi di primo piano di correre senza avere la certezza d’essere rieletti, che a Viterbo si chieda a me o a Panunzi di candidarsi in due collegi uninominali, uno arrivabile e uno migliorabile ma difficilmente arrivabile, mi pare perfettamente normale. Io non mi arrabbio.

Si tratta di restituire quello che si è ottenuto, è una mia considerazione personale, affermandolo non commetto reato di lesa maestà, è un ragionamento normale, che è stato fatto con tutti”.

Altrimenti, per Fioroni si genera una situazione limite: “Se tutti agiscono così, i migliori scappano via e i fessi si candidano”. Non è un “dispetto” chiedere di correre, è il Fioroni pensiero: “Il gruppo dirigente valuta le scelte, non per fare qualcosa contro qualcuno, ma per investire sul futuro del centrosinistra stesso.

Ciascuno di noi riceve la richiesta, può dire sì o no, poi la responsabilità della scelta è sua”. Ma di scelta si tratta, senza forzature. “Per quanto mi riguarda – anticipa Fioroni – se alle 17 di lunedì Panunzi non comunica di volersi candidare all’uninominale per la Camera, indiscutibilmente è in lista per le regionali. O corre da una parte o dall’altra.

Da una parte c’è un invito a farlo e dall’altra è un diritto. Se non accetta, l’invito resta, ma lui è uno dei quattro candidati al consiglio regionale”.

Dal canto suo, il deputato Dem uscente, è pronto. “Se mi chiedono di candidarmi all’uninominale, al Senato, quella non è solo una corsa in salita, ma pure con l’acqua saponata. Però decide il tavolo nazionale, gli uscenti sono valutati per uninominale e proporzionale”.

Ognuno scelga, con un’avvertenza: “In questi quattro anni e mezzo di Renzi, apprezzati o meno, il Pd è cambiato. Viterbo per la prima volta è il capofila dei consensi tanto al Partito democratico quanto al centrosinistra”. Non si escludono sorprese.

Giuseppe Ferlicca

11 gennaio, 2018

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