Tarquinia – Quelle telecamere hanno ripreso un mese di “schiaffi, strattoni, tirate d’orecchie e punizioni umilianti”. Quei microfoni hanno registrato “minacce, insulti, offese, urla e rimproveri. Tali – spiega la Guardia di finanza – da far spaventare e piangere quei bimbi di tre e quatto anni” che a quella maestra della scuola Trieste Valdi di Tarquinia erano stati affidati. Ora è stata sospesa dall’insegnamento per sei mesi, dopo che il giudice ha accolta la richiesta del procuratore capo Andrea Vardaro e del sostituto Alessandra d’Amore.
Le fiamme gialle di Tarquinia, che coordinate dal capitano Antonio Petti hanno condotto le indagini, sabato hanno notificato alla donna, 65 anni, il provvedimento di sospensione dall’insegnamento. L’accusa è chiara: “Maltrattamenti nei confronti degli alunni, aggravati dall’aver commesso il fatto nei confronti di minori e all’interno di un istituto d’istruzione”.
Le indagini, durate un mese, sono scattate dopo le denunce dei genitori e del dirigente scolastico, a cui mamme e papà si erano già rivolti. “Avevano notato – sottolineano i finanzieri – dei cambiamenti nei comportamenti dei figli, terrorizzati all’idea di dover andare a scuola”. “La maestra mi picchia e tira i pizzichi ai compagni – avrebbe lamentato una bimba -. Mi picchia anche se cadono i colori”. Traumatizzata, a tal punto da aver paura ad andare fuori dai bordi mentre colorava i disegni. Ma i piccoli, a mano a mano, sarebbero diventati anche violenti e aggressivi. Schiaffi e parolacce. Oltre ad avere incubi notturni e a vivere in un crescente stato d’ansia.
“Le intercettazioni ambientali e le videoriprese – spiegano i finanzieri – mostrano le violenze fisiche e psicologiche della maestra, che adottava anche un linguaggio intriso di minacce e ingiurie, nei confronti degli alunni. Addirittura verso un bambino disabile. Le telecamere hanno inoltre documentato che durante le ore di lezione l’insegnante maltrattava alunni di tre, quattro anni con punizioni umilianti, come la costrizione a rimanere da soli in aula a finire di mangiare nonostante il rifiuto. E ancora l’uso di frasi offensive, colpi e schiaffi alle gambe, strattoni, tirate di orecchie, urla e rimproveri tali da provocare spavento e pianto”.
Purtroppo quello di Tarquinia non è l’unico caso, in provincia, di maestra accusata di maltrattamenti nei confronti di alunni di tre, quattro e cinque anni. A gennaio dello scorso anno il tribunale di Viterbo, su richiesta del sostituto procuratore Paola Conti che ha coordinato le indagini dei carabinieri, ha sospeso dall’insegnamento Silvia Palma, 40enne calabrese, maestra della scuola dell’infanzia Stradella di Nepi. Secondo l’accusa, prendeva gli alunni per le orecchie e a calci nel sedere.
Dopo le denunce dei genitori, i militari dell’Arma hanno piazzato delle telecamere nascoste all’interno dell’aula. L’indagine non è durata che una manciata di giorni, perché agli inquirenti i fatti sono apparsi subito molto evidenti. Nei filmati si vedrebbe l’insegnante intimorire i bambini, alzando le mani e minacciando di prenderli a schiaffi. Li avrebbe anche messi in punizione con la faccia contro il muro, arrivando al punto di negargli di andare in bagno. Poi urla, offese e minacce: “Se non la smetti ti picchio”, “Se fai il cattivo ti lego alla sedia”.
Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Civita Castellana sono scattate a inizio dicembre 2016, dopo le denunce dei genitori che da tempo notavano comportamenti strani nei bambini: rientravano a casa con le orecchie arrossate, erano diventati violenti e si lamentavano in continuazione.
La maestra, finita a processo con giudizio immediato, comparirà davanti al giudice il prossimo 9 febbraio. Sette i genitori pronti a costituirsi parti civili.
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