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Tribunale - Otto indagati e tre rinvii a giudizio per un presunto giro di ragazze reclutate nell'est europeo

Fatta prostituire non appena sbarcata dall’aereo arrivato dalla Romania

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Civita Castellana – Sulla strada non appena sbarcata dall’aereo giunto in Italia dalla Romania.

Davanti al gup con l’accusa di reclutare ragazze nell’est europeo per far fare loro le prostitute in Italia sette romeni, tra cui una donna, di età compresa tra i 29 e i 35 anni, e un italiano, un uomo di 58 anni residente a Fabrica di Roma. 

L’indagine, chiusa nel 2015 dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi che ha coordinato l’inchiesta, avrebbe preso spunto dalle confidenze di una lucciola d’origine romena, che per prima avrebbe raccontato agli investigatori di essere giunta in Italia appena ventenne e di essere stata immediatamente avviata alla prostituzione. 

In Italia sarebbe giunta in aereo il 10 settembre 2009 accompagnata da un connazionale suo coetaneo, oggi trentenne, accusato di essere l’intermediario di altri due indagati di nazionalità romena.

La sera stessa dell’arrivo, il giovane, residente in provincia di Venezia, l’avrebbe portata a Arezzo, dove la ventenne sarebbe stata istruita sulle modalità con la quale si sarebbe dovuta prostituire.

Il giorno successivo sarebbe stata condotta nel Viterbese, in un appartamento di Corchiano nella disponibilità dei due presunti complici del trentenne. La coppia l’avrebbe quindi immediatamente avviata alla prostituzione, sia dentro l’abitazione, sia sulla strada a Civita Castellana. 

L’inchiesta si sarebbe presto ampliata ad altri soggetti, risalendo a un presunto giro di prostitute dell’est europeo, prevalentemente provenienti dalla Romania, fatte entrare appositamente in Italia per alimentare il mercato del sesso a pagamento. 

Nessuno dei componenti del terzetto originale finirà però sotto processo.

Il gup Savina Poli ha potuto rinviare a giudizio soltanto tre degli otto indagati, tra i quali l’unico italiano, per i quali il processo si aprirà il prossimo 10 luglio davanti al collegio. Due dei sette romeni, nel frattempo, si sono resi irreperibili, per cui la loro posizione è stata stralciata e dovranno comparire davanti al gup il 20 febbraio 2019, sempre che per quella data siano stati rintracciati.

Il presunto intermediario è stato assolto con formula piena. “Lui è sempre stato e sta tuttora in Veneto, abbiamo dimostrato carte alla mano che non c’entra niente, quei giorni era regolarmente al lavoro come operaio a Venezia – spiega il difensore Walter Pella – si è limitato a dare alla connazionale, che voleva venire a lavorare in Italia, il numero di telefono di un conoscente romeno, poi lei ha fatto tutto da sola”.

Per la coppia di presunti complici, accusati da una sola vittima, il reato si è invece estinto per prescrizione, essendo i fatti di oltre sette anni e mezzo fa. Se fossero state coinvolte altre ragazze, allora il termine sarebbe stato di dieci anni.

Silvana Cortignani


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12 febbraio, 2018

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