Viterbo – Duro colpo per il Blocco studentesco viterbese. Sfiduciato il presidente della consulta provinciale degli studenti Francesco Chiricozzi, militante del Blocco studentesco, organizzazione legata a CasaPound Italia.
L’accusa è soprattutto politica. “Nel corso del suo mandato – riporta la mozione presentata ieri mattina da alcuni studenti durante la riunione della consulta all’istituto tecnico industriale di Viterbo – il presidente ha contravvenuto più volte il principio di indipendenza dai partiti politici sancito dall’articolo 3 del regolamento della consulta. Il nome della consulta è stato ripetutamente associato a quello di Blocco studentesco – Casa Pound Italia, che tramite i giornali ha annunciato la ‘conquista’ della consulta”.
La consulta provinciale degli studenti è un organismo istituzionale di rappresentanza degli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Di fatto è il massimo organo di rappresentanza studentesca per la scuola superiore.
Secondo i firmatari della mozione di sfiducia, Francesco Chiricozzi “pur ribadendo a parole la sua apartiticità ha nei fatti dichiarato a mezzo stampa di non volersi dissociare dalle dichiarazioni del suo partito, dimostrando di ritenere più importante salvaguardare il movimento piuttosto che tutelare l’interesse degli studenti che dovrebbe rappresentare. La consulta, è stata utilizzata dal Presidente solo a fini propagandistici, o per dare risalto al suo movimento, come nel caso dell’incontro con il ministro dell’istruzione di dicembre scorso, a cui si è presentato come presidente di consulta per consegnare un documento a firma di Blocco studentesco, ignorando le proposte del nostro gruppo di lavoro sull’alternanza”.
La mozione, presentata da alcuni consiglieri, è stata messa ai voti ieri mattina durante una riunione della consulta all’istituto tecnico di Viterbo. Su 27 votanti, 19 si sono espressi a favore della sfiducia e 7 contro. Soltanto una la scheda nulla. La richiesta di sfiducia non era tuttavia all’ordine del giorno. È stata inserita ieri mattina stessa. Anche in tal caso con il voto favorevole di 19 studenti.
Le ragioni della sfiducia non sono soltanto politiche. “Il disinteresse reale nei confronti della consulta”, da parte del suo presidente, “è stato poi confermato – prosegue la mozione di sfiducia approvata dall’organo di rappresentanza degli studenti – dalla non partecipazione agli impegni istituzionali e di rappresentanza e ai lavori delle commissioni, a cui non ha mai preso parte”.
“Il lavoro del presidente – termina così la mozione – si realizza in due compiti fondamentali: rappresentare la consulta durante le iniziative o con le istituzioni e coordinare le commissioni, i consigli di presidenza, i lavori degli studenti. In tutto ciò la consulta si è trovata negli ultimi mesi senza una guida, senza un referente, senza la possibilità di procedere serenamente negli obiettivi prefissati”.
Daniele Camilli
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