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Viterbo - Cerimonie fuori dal comune - L'assessora Perà è d'accordo ma avverte: servono fondi e il personale è al lumicino

I matrimoni (civili) non si fanno coi fichi secchi…

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Sonia Perà, assessora allo Sviluppo economico e alle Attività produttive e agroalimentari del comune di Viterbo

Sonia Perà, assessora allo Sviluppo economico e alle Attività produttive e agroalimentari del comune di Viterbo

Viterbo – (g.f.) – I matrimoni fuori dal comune vanno bene, ma non si possono fare le nozze coi fichi secchi.

Il presidente del consiglio Marco Ciorba presenta un ordine del giorno per rendere possibile celebrare cerimonie civili non solo negli spazi comunali previsti, ma pure in altri luoghi. Villa Lante o Ferento, giusto per citarne un paio.

Obiettivo, generare interesse attorno a un settore, il wedding tourism, che ha margini di crescita e seguito con attenzione dagli operatori del settore. Ciorba propone e l’assessora allo Sviluppo economico al comune di Viterbo, Sonia Perà approva.

Conosceva da tempo l’idea. Tuttavia, non nasconde qualche perplessità. “Della proposta ero al corrente – spiega Perà – da quando sono arrivata in assessorato ci sto lavorando, è una delle prime cose di cui mi sono occupata”.

Salvo poi rallentare. “Gli uffici anagrafe e stato civile – osserva l’assessora – soffrono da tempo di una cronica mancanza di personale. Hanno continuato a operare, nonostante l’aggravio dovuto a nuovi provvedimenti, le coppie di fatto, i divorzi, le unioni civili, la carta d’identità elettronica, la mole di lavoro per i residenti anche stranieri. C’è molto da fare e a ranghi ridotti”.

Senza contare, che il settore è stato impegnato nel trasferimento degli uffici nella nuova sede a piazza Fontana grande. Perciò, questo matrimonio fuori dal comune s’ha da fare. Ma oltre alle buone intenzioni serve altro.

“Bisogna anche pensare alle risorse – osserva Perà – un tentativo potrebbe essere quello di sgravare in parte il personale, con l’identità digitale che abbiamo attivato per i tributi. La stessa modalità potrebbe essere utilizzata per alcuni servizi all’anagrafe, per chi ha dimestichezza con i mezzi elettronici.

Non serve molto, con 10-20mila euro è possibile prevedere certificazioni online. Così, offriamo un servizio alla cittadinanza, calando la pressione allo sportello. Questo è il mio invito anche ai consiglieri, quando si discuterà l’argomento”.

La carenza di personale a palazzo dei Priori riguarda non solo impiegati, ma anche i piani alti. Dal segretario generale ai dirigenti, diversi hanno scelto nuove destinazioni. L’ultimo in ordine di tempo, Stefano Quintarelli, ragioniere capo.

“Tra chi va in pensione e il blocco d’assunzioni – osserva Perà – la situazione è complessa. C’era ancora l’assessore Barelli quando è stata presentata la delibera di riassetto che incorporava tre settori sotto un unico dirigente, presentata proprio da lui.

Oggi sento che la scelta è criticata. Bisognerebbe non alzarsi la mattina, dimenticandosi quello che è stato fatto la sera”.


– Un matrimonio a Villa Lante o Ferento…


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19 febbraio, 2018

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