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Tribunale - In aula il racconto choc dell'ex moglie e della figlia diciottenne di un uomo a processo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale

“Lui aveva sempre voglia di fare sesso e se rifiutavo mi insultava”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

L'avvocato Luigi Mancini

L’avvocato di parte civile, Luigi Mancini

Vincenzo Petroni

Il difensore dell’imputato, Vincenzo Petroni

Capranica – (sil.co.) – “Mi ha fatto vivere 19 anni d’inferno”. A parlare così in tribunale dell’ex marito, sotto processo per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, è una 44enne d’origine romena. “Lui aveva sempre voglia di fare sesso e se io mi rifiutavo mi dava della puttana, diceva che era perché avevo un altro, finché non cedevo”, ha detto la donna, parte civile con l’avvocato Luigi Mancini. 

La donna – emigrata in Italia, a Capranica, nel 2008, assieme all’uomo (sposato nel 1998) e alle due figlie – sarebbe stata segregata in casa dal marito che, geloso e possessivo, le avrebbe messo le mani addosso tutti i giorni per futili motivi e l’avrebbe costretta a fare sesso tutte le sere.

La figlia più grande, oggi diciottenne, ha testimoniato anche lei in aula. Contro il padre.

La figlia più piccola, nel novembre 2013, quando la madre ha denunciato il marito, durante la sua festa di compleanno, sarebbe stata colpita violentemente dal padre a una mano con una forchetta, che le ha lasciato il segno: “Perché voleva a tutti i costi che mangiasse anche il pane, le ha detto ‘senza pane non si mangia’ e poi le ha infilato la forchetta nella mano”, ha spiegato la madre, che sarebbe stata insultata e picchiata quotidianamente davanti a entrambe. 

Una testimonianza sofferta quella della vittima. Davanti all’ex coniuge, detenuto per altra causa e scortato in aula dalla penitenziaria, che per tutto il tempo non ha fatto che commentare e cercare di mettere in difficoltà la donna, facendosi riprendere duramente dalla presidente del collegio, giudice Silvia Mattei, che ha minacciando di farlo allontanare se avesse insistito a disturbare.

L’imputato è però anche lui ammutolito di fronte alla toccante e commovente deposizione della figlia diciottenne, in lacrime mentre raccontava cosa faceva il padre alla madre fin da quando era piccola. “Gli episodi erano tutti uguali – ha raccontato – tutti i giorni lui trovava il modo di scatenare litigi che nascevano dal nulla e che finivano sempre in botte. La mamma non poteva neanche rispondergli che lui passava alle mani. Schiaffi, spinte, la riempiva di lividi. La mamma era sempre a casa con noi, non le permetteva di avere amiche o amici. Era geloso. L’ultima volta, quando abbiamo chiamato i carabinieri, le urlava che l’avrebbe buttata dal balcone”. 

“Ma la mamma alzava le mani verso suo padre'”, le ha chiesto il difensore Vincenzo Petroni. “Certo che no”, la risposta. “Quanti schiaffi e calci le ha dato?”. Una sola parola: “Troppi”.

“Mi picchiava già in Romania, anche quando ero incinta. Poi in Italia è peggiorato. Sempre per la gelosia. Mi vietava di uscire, non voleva che lavorassi, mi diceva che andavo a fare la puttana. Voleva che facessi solo la moglie, come sua sorella e sua madre. Mi costringeva a fare sesso tutte le sere. Mi controllava il cellulare e si ubriacava tutti i giorni. Mi prendeva sempre a schiaffi sul viso. Una volta sono dovuta restare nascosta quindici giorni in casa per i lividi. Lui fuori era un’altra persona, ma in famiglia era un tormento”, ha detto l’ex moglie, mentre i vari episodi si accavallavano. 

Il processo riprenderà il prossimo 6 novembre. 

 

 


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11 aprile, 2018

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