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Viterbo - Francesco Serra commenta l'"espulsione" dal partito: "Non ho la brama di rientrarci, ma continuerò a fare politica nel centrosinistra" - E alla segretaria comunale Martina Minchella dice: "Dovrebbe dimettersi invece che presentare ricorsi"

“Io fuori dal Pd di Viterbo? Mi riempie di orgoglio”

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Francesco Serra

Francesco Serra

Viterbo – “Essere fuori dal Pd di Viterbo è una notevole soddisfazione e mi riempie di orgoglio”. Francesco Serra commenta l'”espulsione” dal Partito democratico stabilita dalla commissione di garanzia del Pd del Lazio. “Per me, come dice mio figlio ed essendo in tema di mondiali, cartellino rosso senza la var”, scherza Serra.

La delibera, approvata all’unanimità e firmata dal presidente della commissione Alberto Tanzilli, prevede “la cancellazione dall’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori per il 2018, se già iscritti, e se non iscritti la non iscrivibilità agli elenchi per il 2018 e il 2019”. E il provvedimento non riguarda solo Serra ma anche Mario Quintarelli, Patrizia Frittelli, Massimo Cappetti, Patrizia Prosperi, Andrea Cutigni, Domenico Baldini e Bruno Vincenti.

“Non mi risulta essere iscritto al Partito democratico per l’anno 2018 – spiega Serra – ed espellere un non iscritto è complicato, ma stasera dormirò lo stesso.

Secondo me il Pd più che cacciare dovrebbe trattenere i suoi iscritti, perché c’è un vero esodo. Ma per quanto mi riguarda essere fuori dal Pd di Viterbo è una notevole soddisfazione e mi riempie di orgoglio. Anche perché, seppur fuori dal partito, continuerò comunque a fare politica. Sempre nell’ambito del centrosinistra”.

La commissione di garanzia del Pd del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Martina Minchella, “iscritta alla federazione provinciale di Viterbo” e attuale segretaria comunale del partito. “Una federazione – commenta Serra – che non ha un segretario né un vicesegretario e neppure un tesoriere. Una federazione che non si riunisce da mesi ma che, da quello che vedo, trova comunque il tempo per le purghe. Purghe che sono funzionali solo ai loro interessi e non a quelli della comunità del partito. Ma va bene così, se la federazione è contenta. Minchella poi, invece che presentare ricorsi a fantomatiche commissioni di garanzia, dovrebbe dimettersi da segretaria visto il risultato raggiunto dal Pd di Viterbo alle comunali. Anzi, presentare le dimissioni sarebbe dovuto essere il suo primo atto”.

Ma il provvedimento è impugnabile? “Credo di sì – dice Serra – ma non sono penso di presentare ricorso, perché non bramo di rientrare nel Pd di Viterbo”.

L'”espulsione” di Serra & Co. perché, spiega la delibera della commissione, mentre “alle ultime elezioni comunali il Partito democratico si è presentato con il proprio simbolo e con la lista approvata dai competenti organismi di partito, gli iscritti Francesco Serra, Mario Quintarelli, Patrizia Frittelli, Massimo Cappetti, Patrizia Prosperi, Andrea Cutigni, Domenico Baldini e Bruno Vincenti risultano essersi candidati non autorizzati, Serra come sindaco e gli altri come consiglieri, in una lista contrapposta a quella del Pd e contravvenendo allo statuto nazionale del Partito democratico”.


– Serra & co. “espulsi” per due anni dal partito

28 giugno, 2018

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