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Tribunale - Tre le vittime - Imputati un ultrasettantenne che avrebbe fatto sesso a pagamento con una quindicenne e un pluripregiudicato

Baby squillo, in due alla sbarra per induzione alla prostituzione minorile

di Silvana Cortignani
Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Carabinieri

Carabinieri

Viterbo – Ultrasettantenne viterbese fa sesso a pagamento con una quindicenne. Alla sbarra un romeno e un italiano denunciati a piede libero nel maggio di due anni fa perché avrebbero adescato e convinto a prostituirsi tre minorenni, originarie dell’est europeo, trasformandole in baby squillo.

Al via davanti ai giudici del tribunale di Viterbo il processo per induzione alla prostituzione minorile a un pluripregiudicato romeno di 34 anni e a un italiano di 74 anni. 

I due uomini avrebbero tentato di convincere tre minorenni romene a prostituirsi a Viterbo e a lavorare in un night club erotico di Blera, in cui le ballerine dovevano anche intrattenere sessualmente gli avventori.

Giovanissime le vitime che all’epoca dei fatti, da luglio a settembre del 2015, avevano una 16 anni e le altre due 15 anni.

L’italiano, in particolare, avrebbe anche compiuto atti sessuali a pagamento con una delle due ragazze quindicenni, proponendo a lei e alle sue amiche incontri di carattere sessuale a pagamento con suoi conoscenti con i quali avrebbe pensato lui a concordare preventivamente il compenso. 

Il 34enne romeno, invece, avrebbe cercato di convincere le minori a lavorare nel night club erotico, in cui le ballerine dovevano intrattenere sessualmente i clienti 

La coppia di presunti aspiranti sfruttatori è stata rinviata a giudizio su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Roma, competente per questo tipo di reato.  Il processo, che si terrà a Viterbo, si è aperto ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone. Pm Paola Conti.

Secondo l’accusa, le minori, come in altri casi analoghi successi a Viterbo, avrebbero dovuto prostituirsi in abitazioni del centro storico del capoluogo, entrando in contatto anche con clienti intercettati sui social, cui dare appuntamento al capolinea degli autobus del Riello. 

Le due ragazzine sarebbero apparse in atteggiamenti equivoci e ammiccanti sui rispettivi profili social, utilizzati per agganciare clienti, che in questo modo sarebbero stati tratti in inganno dalle pose da adulte, ignari della minore età delle prostitute.

Il viterbese, in particolare, all’interno della coppia, avrebbe rivestito il ruolo di una sorta di “manager territoriale”, procurando alle due prostitute minorenni clienti tra i connazionali. Inizialmente cliente,  avrebbe fiutato l’affare e iniziato a spargere la voce tra gli amici, pensando poi di allargare pian piano il cerchio tra gli utenti della rete. Il romeno, invece, si sarebbe occupato di gestire in pratica l’attività delle due ragazzine. 

L’indagine è stata condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Ronciglione. Ieri la prima udienza, interlocutoria. Si torna in aula il 9 gennaio. 

 Silvana Cortignani

 

12 luglio, 2018

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