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Tribunale - Tuscania - Drammatica testimonianza in aula di una donna vittima di violenza - Alla sbarra un imprenditore agricolo

“Se mi denunci, prendo il migliore avvocato e orino in bocca ai giudici”

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L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato di parte civile Marco Valerio Mazzatosta

L'avvocato Marco Russo

Il difensore Marco Russo

Massimiliano Siddi

Il sostituto procuratore Massimiliano Siddi

Tuscania –  Ha pianto. Tanto. Al punto che il collegio ha interrotto la deposizione. “Quando è arrabbiato potrebbe uccidere una persona”. Parole agghiaccianti, pronunciate davanti al collegio dalla ex compagna di un imprenditore agricolo di Tuscania. 

Lei è una donna originaria di Santo Domingo che l’uomo, difeso dall’avvocato Marco Russo, aveva accolto in casa come compagna assieme ai due figlioletti avuti da una precedente relazione, salvo una gelosia ossessiva che l’avrebbe spinto a picchiare per un nonnulla la vittima, a schiavizzarla e a privarla di ogni libertà.

Una testimonianza drammatica, più volte spezzata dalle lacrime e interrotta a un certo punto dalla presidente Silvia Mattei per dare tempo alla donna, parte civile contro il presunto aguzzino con l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, di riprendersi. 

Prigioniera. “Vivevamo in aperta campagna, lui ha tolto la batteria alla macchina perché non potessi usarla e mi ha sottratto il telefonino”, ha raccontato in aula alla prima udienza del processo, spiegando come all’inizio della convivenza, nella primavera del 2014, lui fosse la persona più dolce e affettuosa del mondo. 

La situazione sarebbe però degenerata nel giro di pochi mesi e già a ottobre l’uomo, con precedenti per spaccio, si sarebbe manifestato come un “marito-padrone”.

Nel settembre del 2015, la donna, ormai allo stremo, durante un drammatico tentativo di fuga, ha provato a scappare di casa saltando il cancello della tenuta agricola in cui vivevano e chiamato i carabinieri con uno dei cellulari dell’imputato. “Ma la mia denuncia non è stata raccolta”, ha detto al tribunale. Lo ha denunciato di nuovo qualche mese dopo, quando l’imprenditore è stato arrestato per altri motivi e portato a Mammagialla, per cui si è sentita sicura che non avrebbe più potuto farle male. 

“E’ incontenibile. Quando è arrabbiato può uccidere una persona. Si sente Dio. Si vanta in continuazione di avere i soldi. Mi diceva ‘tu sei una morta di fame, io un possidente’. E ancora ‘se mi denunci io prendo il migliore avvocato e orino in bocca ai giudici”, ha proseguito, raccontando come botte e minacce avvenissero davanti ai figli. 

“Una volta ha picchiato anche i bambini, perchè avevano perso una canna da pesca in bambù”, ha raccontato.

Talmente geloso da prendersela con il padre. “Una volta che il padre mi ha versato da bere, ha buttato all’aria tutta la tavola”, “Dovevo cancellare i messaggi e le telefonate dal cellulare sennò erano scenate”, “Se di notte si svegliava e non mi trovava a letto, perché ero andata al bagno, mi dava della zoccola e della puttana”.

Minacce come “ti ammazzo” e insulti a sfondo sessuale sarebbero stati all’ordine del giorno. I pestaggi frequenti e scatenati sempre da futili motivi. 

“Mi sentivo senza scampo, vivevo nel terrore e nella paura”, ha detto tra i singhiozzi. 

Il tutto aggravato dall’uso di cocaina, che avrebbe moltiplicato i suoi appetiti sessuali, sfociati nell’ulteriore accusa di violenza sessuale, oltre che di maltrattamenti in famiglia.

“Mi costringeva”, ha ripetuto più volte la vittima al sostituto procuratore Massimiliano Siddi. Poi ha specificato: “Mi costringeva, ma non c’era bisogno di costrizione. Ero inerme. Dopo che avevo provato a scappare e i carabinieri non avevano raccolto la denuncia, mi sentivo persa. Ero stata già in passato vittima di pregiudizi e di menzogne. Mi sentivo abbandonata a me stessa. Ero completamente soggiogata. Facevo l’amore con lui sperando che si sbrigasse e cercando di farlo finire presto. Facevo l’amore con lui, ma io non c’ero”.

Troppo scioccante per proseguire. Il collegio ha fatto una pausa per dare tempo alla donna di riprendersi. Poi il processo è proseguito a porte chiuse. 

Silvana Cortignani

 

11 luglio, 2018

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