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Tribunale - Gli spacciatori, come copertura, avrebbero venduto merci fuori dei supermercati

Ovuli di cocaina in reggiseno, pannolini e trolley: due “ambulanti” a processo

Operazione "Ovuli di Pasqua"

Operazione “Ovuli di Pasqua” – Il 45enne all’uscita dalla caserma

Operazione "Ovuli di Pasqua"

Operazione “Ovuli di Pasqua” – Una delle due 35enni arrestate sei anni fa

Operazione "Ovuli di Pasqua"

Operazione “Ovuli di Pasqua” – L’altra 35enne finita in manette

Operazione "Ovuli di Pasqua"

Operazione “Ovuli di Pasqua” – Il trolley in cui erano nascosti 43 ovuli

Operazione "Ovuli di Pasqua"

Operazione “Ovuli di Pasqua” – Gli ovuli di cocaina sequestrati

Viterbo – (sil.co.) – Operazione “Ovuli di Pasqua”, al via davanti al collegio il processo a due “ambulanti” nigeriani, un uomo e una donna, arrestati assieme a una connazionale il 5 aprile 2012 dai carabinieri della compagnia di Ronciglione.

Sono stati trovati in possesso di oltre mezzo chilo di cocaina, interamente confezionata in ovuli, per un totale di 47 involucri.

La loro attività principale, secondo l’accusa, sarebbe stata lo spaccio. Ma come copertura avrebbero venduto merci varie all’ingresso e nei parcheggi di diversi supermercati della provincia. 

In tre finirono in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: una coppia di coniugi di 45 e 35 anni e una loro amica, anch’essa 35enne.

In base agli accertamenti svolti a suo tempo dal Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del comando provinciale di Viterbo, dalla droga sarebbe stato possibile ricavare ben 1115 dosi, per un valore sul mercato di decine di migliaia di euro. 

Due ovuli erano nascosti nel reggiseno dell’amica, altri due tra i pannolini da neonato sporchi gettati in un secchio dei rifiuti sul terrazzo della casa di Corchiano della donna e ben 43 occultati all’interno di un trolley nell’armadio della camera da letto dell’abitazione della coppia, nei pressi della stazione di Fabrica di Roma. 

L’operazione, denominata “Ovuli di Pasqua”, per la prossimità con la ricorrenza religiosa, fu condotta dai carabinieri del Norm di Ronciglione, guidati dal comandante Angelo Fazzi e da quelli del Nucleo operativo del comandante Giuseppe Donato.

Proprio Fazzi ha illustrato al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone i dettagli dell’operazione, scattata in seguito alla segnalazione di una fonte confidenziale relativa a una via vai sospetto di tre nigeriani, un uomo e due donne, tra Fabrica di Roma e Civita Castellana. 

“Abbiamo disposto un servizio di appiattamento sotto un’abitazione sospetta di Fabrica di Roma e quando il terzetto è uscito li abbiamo fermati per un controllo. Siccome due erano donne, li abbiamo portati in caserma per farle perquisire da una vigilessa, che nel reggiseno di una ha rinvenuto due ovuli di cocaina per un peso complessivo di circa 15 grammi. A quel punto sono scattate le perquisizioni domiciliari che hanno condotto al sequestro di un quantitativo ingentissimo di cocaina, per oltre mezzo chilo di sostanza stupefacente”, ha spiegato. 

Si è poi scoperto che i tre, fermati per un controllo mentre erano a bordo di una Nissan Almera bianca tra Fabrica e Carbognano, avrebbero gestito l’attività di spaccio sotto copertura, fingendosi venditori ambulanti fuori dai supermercati della provincia.

Il processo riprenderà il 17 ottobre. La pm è Eliana Dolce.

11 luglio, 2018

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