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Tribunale - Il ragazzo finisce sotto processo per violenza privata e lesioni aggravate

Litiga per gelosia col fidanzato, lui la picchia

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Litiga per gelosia col baby fidanzato, lui la picchia poi chiede scusa alla madre.  “Ma non era pentito, temeva per il lavoro”, ha detto ai giudici la madre di lei. 

I fatti risalgono al primo gennaio di quattro anni fa e sono avvenuti all’esterno della sala bingo dove tutti i protagonisti della vicenda lavorano. 

La madre della presunta vittima è stata sentita ieri come testimone dal collegio al processo in cui l’ex della figlia, più giovane di diversi anni, è imputato di violenza privata, lesioni aggravate e violenza sessuale, in merito a un episodio avvenuto nel primo pomeriggio del giorno di Capodanno 2014. 

La coppia avrebbe litigato al telefono fuori della sala bingo dove entrambi lavorano, davanti al fratello della presunta vittima, anche lui dipendente del locale e sentito come teste.

L’imputato sarebbe giunto sul posto in macchina, avrebbe costretto la donna, più grande di lui e madre di due bambini, a salire in auto, poi l’avrebbe picchiata, riaccompagnandola dopo un’ora in lacrime e piena di lividi.

“Era in stato confusionale, piangeva e aveva segni sul viso e sul corpo. Mi disse che avevano avuto una discussione e che era finita con una colluttazione. Allora ho caricato mia sorella in macchina e l’ho portata a farsi medicare al pronto soccorso di Belcolle”, ha detto il fratello.

Il giorno successivo il direttore della sala bingo avrebbe chiamato nel suo ufficio la madre della presunta vittima, anche lei dipendente del locale. 

“All’interno c’era il fidanzato di mia figlia, che io non ho mai visto di buon occhio, perché troppo giovane per lei, che è separata con due bambini. Quando sono entrata, mi ha chiesto scusa piangendo, voleva che la convincessi a non rovinarlo, ‘perché io la amo ancora, lei pure, mi verrà a cercare’. Più che pentito, però, mi pareva preoccupato di perdere il lavoro”, ha detto ai giudici la donna.

Il direttore avrebbe poi fatto in modo di “aggiustare” orari, compiti e turni per non fare più incontrare la coppia sul posto di lavoro.

Ma secondo il difensore Franco Taurchini, imputato e vittima avrebbero continuato a vedersi anche nei mesi successivi: “Era lei a cercarlo, a mandargli messaggini. Dopo quel litigio, si sono rimessi insieme”, ha detto il legale.

Secondo la difesa alla base dei continui litigi ci sarebbe stata la gelosia della donna nei confronti del giovane fidanzato.

L’ex è accusato anche di violenza sessuale, ma durante l’udienza di ieri non è emerso.

“Sì, è vero, le liti erano frequenti, ma non ne conosco le ragioni”, ha detto il fratello. Nè è stata d’aiuto la madre: “Non ero favorevole alla relazione, per cui mia figlia non me ne parlava”. 

Tempi ancora lunghi per la sentenza, Il processo riprenderà il 19 marzo 2019. 

11 luglio, 2018

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