Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Operazione "Business&friends" - Scoperti dopo un tentativo di estorsione a un commercialista

Truffa dei telefonini, in nove traditi dalle intercettazioni

Condividi la notizia:

Fabio Zampaglione

Il vicequestore aggiunto Fabio Zampaglione

 

Paola Conti

Il sostituto procuratore Paola Conti

Viterbo – Telefonia, a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei i nove “geni della truffa” scoperti nel 2016 dalla squadra mobile in seguito a un tentativo di estorsione a un commercialista viterbese. 

E’ l’inchiesta “Business &friends”, condotta per il pm Paola Conti dagli agenti della squadra mobile di Fabio Zampaglione, che si è chiusa l’8 marzo di quattro anni fa con la denuncia a piede libero di 9 calabresi, tutti imparentati, sei residenti al sud e tre al settentrione, tra cui due donne, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

Traditi dalle intercettazioni. “Quello non lo dobbiamo piglià, è difettoso”, si dicono al telefono parlando dell’ iPhone “pieghevole” le presunte menti, senza sapere di essere ascoltati, ovvero uno zio residente a San Benedetto Po, in provincia di Mantova, e il nipote, titolare di uno store a Cirò Marina, in provincia di Crotone.

Cellulari, tablet, smartphone e iPhone di ultima generazione forniti gratis, loro malgrado, dalle principali compagnie telefoniche, sarebbero stati l’ambita preda della banda di truffatori, un articolato sodalizio criminale che, secondo l’accusa, avrebbe fatto affari d’oro rivendendoli low cost, fino a metà prezzo. Con ricavi nell’ordine di decine di migliaia di euro.

Esaurito il filone telefonia, quando sono stati scoperti, sarebbero stati in procinto di replicare la truffa coi tappeti persiani delle televendite televisive. 

Il trucco sarebbe consistito nel sottoscrivere a nome di familiari, conoscenti e amici – utilizzando anche partite Iva chiuse o scadute e pagando solo un paio di rate dei finanziamenti – contratti business e consumer con Wind, Tim, Vodafone, H3g e Teletu che prevedevano la fornitura delle più sofisticate e moderne diavolerie tecnologiche. Anche 6 contratti al giorno intestati a una stessa persona.

Una volta messe le mani sulla merce, si parla di 200-300 pezzi consegnati dai corrieri nell’ultimo trimestre 2014, questa veniva immessa subito sul mercato. Facendo gli “ordini” con un occhio attento al “borsino” degli articoli più di moda, per evitare di dover svendere.

Ironia della sorte: a incastrare il sodalizio sono state le intercettazioni disposte per un caso di estorsione a un commercialista viterbese. E non è bastato ai presunti banditi, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, il dialetto stretto: è stato lo stesso Zampaglione, di origine calabrese, a occuparsi di tradurre le incriminanti conversazioni.

Silvana Cortignani


Articoli: “Furbetti della telefonia”, business da centinaia di migliaia di euro – Truffe a compagnie telefoniche, 9 indagati


Condividi la notizia:
4 luglio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/