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Sutri - Intervista al critico e quasi ex sindaco che afferma: "Me ne vado senza rimpianti" - Duro attacco alla sua maggioranza: "Sono barbari"

“Loro uno Sgarbi non lo trovano più, io un’altra città sì”

di Giuseppe Ferlicca

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Antonino Oriente, Vittorio Sgarbi e Claudia Mercuri

Antonino Oriente, Vittorio Sgarbi e Claudia Mercuri

Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Viterbo – “Non sono esseri umani ma barbari, hanno agito alle mie spalle”. La furia di Vittorio Sgarbi verso i suoi consiglieri e assessori. Dal vice Felice Casini in giù. Il critico si dimette da sindaco di Sutri, pronto per l’avventura a Sirmione. “Loro uno Sgarbi non lo trovano più, io un’altra città la trovo senza difficoltà”. Se ne va dispiaciuto per Sutri che è bellissima: “Ma Sirmione non è meno bella”. Per il resto: “Nessun rimpianto, non vedo l’ora d’andarmene”.

Sgarbi, dimissioni irrevocabili e da Sutri se ne va a Sirmione?
“Loro uno Sgarbi non lo trovano più, io un’altra città la trovo senza difficoltà. Ho già parlato con il sindaco di Sirmione, che è diventato assessore regionale, per cui ha lasciato il comune oggi e mi è sembrata una perfetta coincidenza. Avevo detto che sarei andato in un’altra città che comincia per “s”, la accomuna a Sutri Catullo, una città di grande turismo e di grande apertura mentale, dove non ci sono zotici e fascisti”

Lo sa che noi nella Tuscia soffriremo della sindrome d’abbandono da Sgarbi? Prima Viterbo, da cui si è allontanato e adesso Sutri..
“(Sgarbi ride). Non si può trattare con quella gente. Non mi era mai capitato di vedere un fascista in maggioranza che insulta un sindaco in quel modo, avendo perfettamente torto, senza avere il minimo di buona ragione”.

Ha annunciato le dimissioni per il 21 settembre, perché proprio questa data?
“Ci sono i venti giorni che devono passare prima che le mie dimissioni siano effettive per legge. Poi non me ne posso andare così, visto che abbiamo smosso il mondo, con Emanuele Emanuele che aveva accettato di fare l’assessore ho parlato oggi. Il 15 settembre vengono Berlusconi e Tajani. Più avanti doveva venire D’Alema, ma non ci sarò più io”.

Le sue esperienze in altri comuni sono terminate in anticipo rispetto alla naturale scadenza. A Sutri dopo due mesi appena. Non se lo aspettava nemmeno lei?
“No, perché questi sono a un livello troppo basso. Non so quali interessi avessero per il parco e chiedere l’assessorato. Che tra l’altro non era possibile”.

Cosa rimprovera ai suoi?
“Nell’ordine, non mi hanno informato che arrivasse Clooney, dell’attività del festival estivo. Cose incredibili. Pur di fare le cose alle mie spalle, hanno fatto venire il fratello di Ligabue e due comici, buttando i soldi e non hanno messo un centesimo sulla cultura e sul museo, quando ce n’era bisogno. Per santa Dolcissima volevano spendere 9500 euro per un complesso rock. Ma le pare che per una patrona si chiama un complesso rock? Hanno agito alle mie spalle. Non hanno fatto nulla di quello che ho detto. Il mio gabinetto è in funzione da ieri, non avevo una segretaria, non avevo un ufficio. Non avevo nulla, ero completamente solo. Dovevo nominare il responsabile della cultura, ci hanno messo mesi per fare il bando. Hanno agito come un governo parallelo. Atteggiamento tipico della mafia. Con intenzioni che vanno al di là della volontà del sindaco. Peggio di così… Dal canto mio, nello statuto avevo introdotto la figura del presidente del consiglio comunale, per affidare la carica a Matteo Amori. Ogni loro richiesta l’ho accettata”.

Anche la scelta degli assessori?
“Io non ho voluto scegliere nessun assessore. Si sono auto nominati assessori. Casini era predestinato a fare il sindaco. Quell’altro aveva il bilancio, l’altra la sanità, chi voleva il parco… L’unica accettabile, dal punto di vista della civiltà politica, benché inesperta ma molto sensibile e intelligente era Claudia Mercuri. Punto. Si sono autonominati. Ma volevano altre nomine, altre deleghe. La riunione in cui sono stato attaccato non era per discutere d’aprire il museo, fare attività culturali, far venire persone. No. Era per darsi delle nomine. Sono pazzi. Io non ho mai visto un mondo d’egoisti così. Non solo. Assolutamente slegati dai loro vertici, cui non rispondono”.

Non rispondono ai loro vertici, in che senso?
“Mi ha chiamato Giuseppe Fioroni, mi ha chiamato Francesco Battistoni, mi ha chiamato Lorenzo Cesa, mi ha chiamato Umberto Fusco, tutte le fasce di riferimento politico. Li hanno sconfessati e loro volevano ancora posti. Io non ho mai visto niente di simile. Non esseri umani ma barbari”.

Nessuno l’aveva avvisata in qualche modo prima?
“L’ultimo giorno di campagna elettorale mi ha voluto incontrare Lillo Di Mauro e mi ha raccontato il suo punto di vista, ma siccome era all’opposizione, non pensavo che fossero avidi solo di posti. Come Salza, un po’ me lo aveva detto, ma anche lei aveva il suo problema per diventare sindaco”.

Insomma, i suoi in maggioranza non hanno capito il suo ruolo da sindaco?
“È chiaro che se arriva Sgarbi, tu devi fare tutte quelle che sono le attività ordinarie, lasciando a lui quelle straordinarie. Se ti dico d’aprire un museo, non è che tu dai i soldi a due comici. Mi pare tutto inverosimile. Poi, volevano una riunione di maggioranza. Ma nella maggioranza ci sono le persone che hanno lavorato per la vittoria. La candidata della Lega non è stata eletta ma era nell’ufficio, insieme ad altri. Non erano mica estranei. Eppure li volevano cacciare via per fare la riunione”.

Pensa d’incontrarli?
“Sono maleducati, privi di ogni sensibilità, una cosa inverosimile. Non ci voglio parlare. Se loro volessero ricucire, dovrebbero scusarsi. Dovrebbero chiamare loro e chiedermi scusa. Ma non lo faranno, perché ritengono che io abbia violato i loro diritti ad avere posti. Dovrebbero accettare la mia linea per Sutri. Tanto è vero che io rimango per aprire il museo e loro per fare la festa della salsiccia, per buttare i soldi. Avranno speso alle mie spalle almeno 25mila euro di soldi per festeggiamenti. L’ultimo l’ho bloccato, era per santa Dolcissima. Volevano pagare un complesso rock. Ho detto che c’è un gruppo di bravissimi attori che fanno i tableaux vivent, poi Moni Ovadia. Mi pare che sia un livello diverso da quello che avevano scelto loro. Però, a me hanno tenuto nascosto tutto. Comportamenti pessimi e quello che gli ho chiesto non lo hanno fatto”.

Cosa non hanno fatto di quello che lei aveva disposto?
“Nemmeno riparare le lampadine. Ci sono quattromila euro per cambiarle. Lo faremo in questi ultimi quattro giorni, ma non sono stati capaci di cambiare nemmeno le lampadine. Come se io non parlassi. Togliere la plastica e mettere la terracotta. Sono stato a Deruta. Si è visto qualcosa? No. Solo a Marco Ligabue e a due comici hanno pensato. Non è tollerabile”.

Dovendo fare autocritica, il suo progetto politico, che ha raccolto dall’estrema destra alla sinistra, non è stato troppo ambizioso, mostrando i limiti?
“No. Non mi pare. Il progetto politico me lo hanno chiesto i partiti, è stato avvalorato anche da loro. E tutti i partiti mi hanno dato la solidarietà. Questi non rispettano nessuno”.

Ha rimpianti?
“No. Nessuno, non vedo l’ora di andarmene”.

Per la città di Sutri?
“Per la città sì. Mi dispiace per Sutri perché è bellissima, meravigliosa. Ma Sirmione non è meno bella”.

Giuseppe Ferlicca


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25 agosto, 2018

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