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Sutri - Comune - Il sindaco in un esposto ai carabinieri accusa il consigliere di estrema destra Matteo Amori: "Sono stato sopraffatto da una serie di insulti come: "non conti un cazzo", "sei l'ultimo dei coglioni", "stronzo", "hai rotto il cazzo""

Sgarbi: “Ingiurie e minacce, è stata un’aggressione fascista…”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

Matteo Amori

Matteo Amori

Sutri - Vittorio Sgarbi presenta la sua lista

Sutri – Vittorio Sgarbi con Matteo Amori alla sua sinistra

 

Sutri - L'esposto di Vittorio Sgarbi ai carabinieri

Sutri – L’esposto di Vittorio Sgarbi ai carabinieri

Sutri – “È stata un’aggressione fascista…”. Il sindaco di Sutri, Vittorio Sgarbi, non ha dubbi. E descrive il grave episodio in un esposto ai carabinieri di Ronciglione.

Finisce con “ingiurie, minacce e insulti”, una riunione tecnica, tenutasi ieri sera a Villa Savorelli prima della seduta di giunta al comune di Sutri.

Protagonista della vicenda, secondo l’esposto di Sgarbi, il consigliere comunale di estrema destra Matteo Amori, cognato del vicesindaco di Sutri Felice Casini. Amori avrebbe interrotto la riunione convocata dal sindaco con una serie di insulti e offese personali.

“In qualità di sindaco di Sutri, nel corso di una riunione tecnica avvenuta ieri alle ore 18 sulle iniziative e necessità per la città di Sutri – racconta Sgarbi nell’esposto ai carabinieri -, alla presenza di stretti collaboratori, il funzionario regionale dell’area protetta dottor Roberto Corzani, l’architetto Paolo Marioni, Gianluca Bellucci, Carla di Seri, Paola Joara Camarco, Peter Glidewell, Patrizia Miracola, Antonello Sette, Monica Macchioni, in attesa di una riunione di giunta comunale, sono stato raggiunto alle ore 19,15 da alcuni assessori e consiglieri dell’amministrazione comunale, ai quali ho esposto alcune difficoltà per le attività del comune di Sutri”.

Si arriva alla descrizione dell’aggressione verbale.

“Prima che potessimo dar corso alla riunione della giunta – continua Sgarbi -, preso atto dell’assenza del segretario comunale, sono stato sopraffatto da una serie di ingiurie, minacce e insulti da parte del consigliere comunale Matteo Amori, sedicente fascista, con toni aggressivi e violenti, del tutto irrispettosi della mia persona e del luogo pubblico dove avevo indetto la riunione, nella sede di Villa Savorelli, dove io ho il ruolo di presidente del parco regionale dell’antichissima città di Sutri.

Fatico a credere che un consigliere comunale possa trascendere al punto che è stato avvertito da numerosi presenti, frai quali: il vicesindaco Felice Casini e gli assessori Claudia Mercuri, Stefano Proietti, Giulia Cacchiarelli, i consiglieri: Roberto Zocchi, Ferdinando Maggini, Nunzia Casini, soggiogati e passivi, mentre mi venivano indirizzati insulti di ogni natura: “non conti un cazzo”, “sei l’ultimo dei coglioni”, “chi ti credi di essere”, “stronzo”, “hai rotto il cazzo” con minaccioso tono da teppista e squadrista, come io non ho mancato rilevare chiamandolo: fascista. L’Amori ha risposto: “mi onoro di essere fascista”, “non me ne frega un cazzo”. Continuando a disprezzare me, la sede della riunione e vaneggiando la mia mancanza di rispetto verso i consiglieri per essere arrivato in ritardo all’ultimo consiglio, che io, documentatamente impegnato in parlamento, avevo chiesto di presiedere al vicesindaco Felice Casini.

L’azione si è veramente rappresentata come un’aggressione fascista alle istituzione che rappresento, e ritengo giusto, essendo avvenuta in preserva di numerosi testimoni, sporgere formale denuncia”.


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23 agosto, 2018

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