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Fabrica di Roma - L'imputato stava pedalando con un amico lungo la strada provinciale Quartaccio - Gli agenti sono parte civile al processo

Insulta i vigili urbani appostati col telelaser, ciclista alla sbarra

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Fabrica di Roma

Fabrica di Roma

L'avvocato Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli – Difende gli agenti

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Processo in corso in tribunale

Fabrica di Roma – (sil.co.) – Insulta i vigili urbani appostati col telelaser, ciclista alla sbarra.

Pur non potendo avere superato il limite di velocità andando in bicicletta, doveva avere evidentemente il dente avvelenato, o con gli agenti o con la diabolica macchinetta. 

Era il 14 aprile del 2014 e il ciclista stava pedalando con un amico lungo la strada provinciale Quartaccio, nella zona industriale di Fabrica di Roma.

Alla vista dei due vigili urbani del paese appostati lungo la strada col telelaser (un autovelox evoluto che permette di rilevare l’infrazione anche a oltre mezzo chilometro di distanza), la coppia avrebbe cominciato a insultare gli agenti, che di conseguenza li hanno fermati e hanno chiesto loro i documenti per identificarli.

L’imputato avrebbe fornito false generalità, smentito poco dopo dalla moglie chiamata sul posto con la carta d’identità del marito. E nel frattempo avrebbe anche cercato di chiamare telefonicamente in soccorso un suo amico carabiniere, all’epoca in servizio presso la compagnia di Civita Castellana, che però in quel momento non si trovava in caserma. 

Per il ciclista, difeso dall’avvocato Evelin Pistocchi, è finita con una denuncia a piede libero e un processo penale ripreso ieri davanti al giudice Giacomo Autizi per oltraggio a pubblico ufficiale e per avere declinato false generalità. Si sono invece costituiti parte civile, intenzionati a farsi risarcire i danni, i due vigili urbani che, assistiti dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, chiedono la condanna dell’imputato.

Sentenza a gennaio. 

 


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7 settembre, 2018

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