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Viterbo - Maria Patrizia Gaddi, preside del Paolo Savi: "L'uso solo a ricreazione e al termine delle lezioni, altrimenti sospensione immediata"

Saluto fascista a scuola, la dirigente proibisce i cellulari in classe

Viterbo - La foto postata sui social col saluto fascista

Viterbo – La foto postata sui social col saluto fascista

Viterbo - Saluto fascista a scuola - La circolare del Paolo Savi - Clicca sulla foto per ingrandireViterbo - Saluto fascista a scuola - La circolare del Paolo Savi - Clicca sulla foto per ingrandire

Viterbo – Saluto fascista a scuola – La circolare del Paolo Savi – Clicca sulla foto per ingrandire

Viterbo – Pugno duro della dirigente del Paolo Savi sull’uso dei cellulari in classe, dopo il caso del saluto fascista che si sarebbe verificato a scuola.

Maria Patrizia Gaddi, dirigente dell’istituto tecnico ed economico di viale Raniero Capocci, in una circolare indirizzata ai docenti e ai genitori degli alunni annuncia che “i telefoni cellulari (dei ragazzi, ndr) verranno depositati in un’apposita scatola o in una cassetto della scrivania e potranno essere ritirati solo durante le ricreazioni o al termine delle lezioni”.

E non finisce qui. “Chi fosse sorpreso – continua la dirigente – con il cellulare acceso durante le ore di lezione verrà immediatamente sospeso”.

Nella circolare, che come oggetto ha “Uso del cellulare”, si legge: “Visto quanto pubblicato su Tusciaweb (alunno che fa il saluto romano fotografato da un compagno e postato su Instagram), al fine di evitare situazioni spiacevoli per tutto il personale della scuola e per gli alunni stessi, i telefoni cellulari verranno depositati in un’apposita scatola o in una cassetto della scrivania e potranno essere ritirati solo durante le ricreazioni o al termine delle lezioni. Chi fosse sorpreso con il cellulare acceso durante le ore di lezione verrà immediatamente sospeso”.

Interpellata da Tusciaweb, la dirigente Gaddi ha preferito tagliare corto sulla questione del saluto fascista che si sarebbe verificato nella sua scuola. “C’è un’indagine in corso – ha dichiarato – e ci penserà chi di dovere. Comunque, non ho ricevuto nessuna lettera. L’ho letta sulla stampa”, ha poi aggiunto riferendosi alla missiva della Rete degli studenti medi.

Nel lungo e approfondito messaggio dei ragazzi alla dirigente si parlava di presunti episodi di saluti fascisti, fatti in classe e poi immortalati e postati sui social. La Rete degli studenti medi chiedeva a Gaddi quali soluzioni adottare per evitare certi gesti. Con percorsi educativi, iniziative e riflessioni profonde sulla storia italiana più o meno recente ma, soprattutto, focalizzando l’attenzione al rispetto reciproco delle idee e alla democrazia.

14 ottobre, 2018

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