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Viterbo - Senza valore il documento fatto circolare a giugno - Il procedimento per essersi candidato contro la lista Dem alle comunali è partito solo adesso e l'esito è tutt'altro che scontato

Serra fuori da Pd? Manco per sogno…

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - Francesco Serra

Viterbo – Francesco Serra

Viterbo – Francesco Serra fuori dal Partito democratico? Manco per sogno. Non ancora, almeno. E chissà se accadrà mai. Lo scorso giugno, subito dopo le elezioni comunali a Viterbo, era stato diffuso un documento, trasmesso dalla segretaria dell’unione comunale Martina Minchella.

Era riportato un provvedimento verso l’ex capogruppo Pd, per avere partecipato alle amministrative candidandosi a sindaco, in contrapposizione con la lista del Pd e Luisa Ciambella.

Sospensione per due anni, così era scritto. Oggi si viene a sapere che niente di tutto questo sarebbe avvenuto. Tanto rumore, o meglio, tanta propaganda per nulla. Perché il procedimento è iniziato lunedì scorso.

Serra è andato a Roma ed è stato ascoltato dal presidente della commissione Alberto Tanzilli. Prima di cominciare gli avrebbe chiesto scusa per la fuga di notizie e la circolazione del documento che sarebbe stato una semplice bozza. Però nessuno si è preoccupato di smentirlo. Stranezze.

Nessuno lo ha fatto nel Pd, ma è accaduto nei fatti lunedì, con le scuse arrivate a Serra e l’avvio dell’iter, comunque dovuto, ma partito solo adesso. Quello regolare.

Di conseguenza, Serra non è stato sospeso, magari lo sarà, ma a oggi è ancora con tutti e due i piedi dentro il partito. Dentro o fuori, per un periodo breve o lungo, dipenderà dalla direzione che prenderà l’istruttoria.

Sembrerebbe che durante il colloquio, il consigliere comunale abbia spiegato le ragioni che lo hanno spinto a candidarsi. Partendo dal tentativo di trovare un candidato unitario alle comunali. Non poteva essere lui, ma nemmeno Luisa Ciambella. Una terza strada che una parte Dem non ha voluto trovare. Preferendo quella che ha portato a sbattere tutto il partito.

Anche la commissione di garanzia nazionale Pd sarebbe stata avvertita dell’iter avviato. Perché, che fosse bozza o documento definitivo, comunque a giugno è stato predisposto, firmato e diffuso. Adesso, lo stesso presidente che lo aveva firmato, sovrintende il procedimento vero e proprio. È un problema. Fosse solo questo…

Giuseppe Ferlicca

5 ottobre, 2018

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