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Tribunale - Parla in aula lo scultore viterbese che accusa il critico d'arte di appropriazione indebita e truffa

“Io vittima di Diprè, rivoglio solo la mia opera”

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Andrea Diprè

Andrea Diprè

Soriano nel Cimino – Andrea Diprè a processo a Viterbo,  la presunta vittoma testimonia in aula. “Rivoglio solo la mia opera”, ha detto in aula Giorgio Aquilanti, lo scultore di Soriano nel Cimino cui Diprè aveva promesso una fantasmagorica promozione.

È la nota vicenda che ruota attorno a un’opera scomparsa, che era stata  affidata dall’artista 65enne di Soriano nel Cimino al controverso youtuber, ex fidanzato di Sara Tommasi e pornoattore, all’epoca in cui il “re del trash” spopolava facendo il critico d’arte in televisione. 

A processo a Viterbo per appropriazione indebita e truffa, nel 2012 Dipré, 44 anni, avrebbe garantito alla presunta vittima, Giorgio Aquilanti, noto per le sue sculture di pietra lavica, il passaggio delle sue opere, per un totale di 1460 puntate, sul suo canale tematico nonché la promozione dei suoi lavori atttaverso gallerie d’arte in cambio di 15mila euro.

L’artista viterbese, inoltre, contando sulla vendita, gli avrebbe anche affidato un prezioso bassorilievo, intitolato “Carrozza”, in polvere di marmo e ossidi, valutato attorno ai diecimila euro.

Ma Diprè, difeso al processo dall’avvocato Marika Piccoli, non avrebbe rispettato il contratto relativo alla promozione, né gli avrebbe mai restituito l’opera.

“Non solo l’opera non fu restituita, nonostante le ripetute richieste da parte del legittimo proprietario – ha confermato al giudice Giovanni Pintimalli il comandante della stazione dei carabinieri di Soriano nel Cimino, maresciallo Paolo Lonero – ma non si è mai saputo che fine abbia fatto. Non è stata mai recuperata e noi non abbiamo potuto fare altro che segnalarla alla banca dati Tpc, la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”. 

L’artista, sentito dal giudice, ha detto che l’unica cosa che gli interessa è la restituzione dell’opera.

Danno complessivo, secondo l’accusa, quindicimila euro, i cinquemila euro incassati per la mancata promozione più i diecimila euro della valutazione dell’opera.

Il processo è stato rinviato al 16 gennaio.


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8 ottobre, 2018

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