--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Ma il marito, che si occupa di esoterismo, minimizza: "Non riescono ancora a governare la mente e le emozioni interiori"

Picchia suocera ottantenne, nuora alla sbarra

Condividi la notizia:

Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Acquapendente – (sil.co.) – Picchia la suocera ottantenne, nuora alla sbarra. Ma il marito, che si occupa di esoterismo, minimizza: “Mia moglie e mia madre non riescono ancora a governare la mente e le emozioni interiori”.

Un processo dai risvolti kafkiani quello che si è aperto ieri davanti al giudice Elisabetta Massini in cui una quarantenne d’origine russa è accusata di avere preso a schiaffi, il 30 aprile 2012, l’anziana suocera, cui avrebbe spillato 7mila euro in due occasioni, promettendole di tornare al suo paese d’origine, ma facendo rientro ogni volta ad Acquapendente dove l’imputata, il marito 46enne e i due figlioletti della coppia vivono tuttora con la presunta vittima. 

“Giudice, le chiedo di mandarla via”, ha implorato a un certo punto l’anziana, oggi 83enne, rimasta nel frattempo vedova del marito, che a suo tempo sarebbe stato anche lui maltrattato e preso a schiaffi dalla nuora. 

“Già prima di quel giorno che ho chiamato i carabinieri perché mi ha presa per il collo, allungava in continuazione le mani e mi insultava. Mi diceva sempre ‘cretina, ignorante, sei una stupida, non capisci niente’, mi prendeva a schiaffi e rompeva i mobili di casa. Poi ci faceva chiedere i soldi da nostro figlio, una volta 4mila euro e un’altra 3mila euro, che mio marito le ha dato, dicendo che sarebbe tornata in Russia. Io speravo ci andasse per rimanerci, invece è sempre qua”, ha raccontato.

“In casa consuma e basta, non fa niente – ha proseguito – mio figlio è stupido come lei. Lei si è presa la camera da letto e lui lo ha sbattuto dentro uno sgabuzzino. Quando è arrivata, una quindicina di anni fa, io l’ho accolta come una figlia e lei si è rivoltata come una bestia. La sopporto solo per amore dei nipotini”. 

Il giudice ha quindi sentito la versione del figlio della vittima e marito dell’imputata. Ma il giorno della presunta aggressione, sarebbe stato in un’altra stanza a “studiare”, per cui non si sarebbe accorto di niente, anche se i carabinieri, entrando in casa, hanno trovato perfino una porta a vetri in frantumi.

“Io non lavoro, perché dedico molto tempo a me stesso, mi occupo di esoterismo, studio, leggo libri, ma adesso sono stato nominato ‘capitano’. Spero di avere presto dei soldi per trasferirci in un’altra casa”, ha spiegato a fine interrogatorio al magistrato, che gli chiedeva perché, vista l’incompatibilità tra suocera e nuora, non avesse traslocato altrove con la famiglia. “E’ che mia moglie e mia madre ancora non riescono a governare la mente e le emozioni interiori”, ha concluso.

Si torna in aula il 25 marzo. 

 

 


Condividi la notizia:
13 novembre, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR