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Tribunale - Corchiano - Scoperto perché stava orinando sulla porta di un ristorante

Ubriaco su uno scooter fatto di pezzi rubati finisce alla sbarra per riciclaggio

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Corchiano – (sil.co.) – Ubriaco a bordo di uno scooter “arlecchino”, fatto di pezzi rubati, orina sulla porta di un ristorante e finisce alla sbarra per riciclaggio.

Imputato del grave reato un 25enne di Civita Castellana, difeso dall’avvocato Walter Pella, che nel 2015, completamente ubriaco, ha dato in escandescenze davanti a un ristorante di Corchiano, dove era arrivato a bordo di uno Scarabeo messo insieme con i pezzi di due Scarabeo rubati.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri in seguito all’allarme al 112 dei gestori del locale, che segnalavano la presenza di un giovane che prendeva a sassate la vetrina del ristorante, molestava gli avventori e aveva anche orinato sulla porta del locale. 

Pensando di trovare il solito ubriaco obnubilato dall’alcol, i carabinieri hanno invece trovato un scooter conciato in modo tale da meritare una denuncia per riciclaggio, un reato gravissimo, che prevede pene da un minimo di quattro a un massimo di dodici anni e che si riferisce a condotte che hanno lo scopo di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa di beni.

“Quando siamo arrivati era molto agitato, ma quando abbiamo tentato di fermarlo si è dato alla fuga a piedi ed è anche riuscito a seminarci”, ha detto uno dei militari intervenuti, sentito ieri come testimone. 

“I gestori del locale ci hanno indicato lo scooter con cui il giovane era venuto e abbiamo subito notato la targa, vistosamente contraffatta, fatta in casa e scritta con un pennarello. Il telaio, invece, era abraso”, ha proseguito, spiegando di avere rintracciato il proprietario di uno Scarabeo, che aveva sporto denuncia di furto proprio il giorno prima.

“Il proprietario dell’Aprilia 50 rubato il giorno prima ha guardato il motorino, ma ha riconosciuto solo alcune parti, il sellino e il gruppo ottico posteriore. Allora abbiamo scoperto che erano stati mischiati i pezzi di più motorini rubati”, ha concluso il testimone. 

Incuriosito, il presidente del collegio ha chiesto dove fosse lo scooter “arlecchino”. “Purtroppo non si può vedere più, perché è andato distrutto durante le indagini. Ma ne sarebbe valsa la pena”, ha risposto la pm Chiara Capezzuto.

Il processo riprenderà il 6 marzo. 

 

6 dicembre, 2018

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