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Tribunale - In Germania il testimone chiave - Gli agenti gli avrebbero chiesto 300 euro per non multarlo

Poliziotti accusati di concussione, tempi lunghi per sentire il camionista

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Orte – (sil.co.) – Processo da record. Non si è ancora chiuso, a distanza di ben undici anni dai fatti, contestati, il processo a carico di due poliziotti della stradale di Narni accusati di concussione perché avrebbero chiesto soldi a un camionista tedesco per non infliggergli una sonora contravvenzione. 

Era il 17 agosto 2007 e gli agenti furono incastrati da un supertestimone, un carabiniere che per primo avrebbe raccolto la denuncia dell’autotrasportatore.

Martedì c’è stato l’ennesimo inevitabile rinvio da parte del collegio, a causa dell’assenza dei difensori dei due imputati, che hanno aderito all’astensione dei penalisti contro la riforma della prescrizione e più in generale della giustizia.

In ogni caso non era presente in aula nemmeno il testimone chiave, ovvero la presunta vittima, il camionista, mai sentito al dibattimento, del quale in compenso sarebbe stato rintracciato l’indirizzo di residenza in Germania, la cui deposizione è ritenuta indispensabile dai difensori dei poliziotti.

Se non ci saranno altri intoppi, sarà sentito il 12 marzo. Nel frattempo il tribunale, il cui obiettivo è giungere almeno a una sentenza di primo grado, ha interrotto il decorso della prescrizione. 

I due poliziotti della stradale di Narni sono accusati di concussione perché nell’estate di undici anni fa avrebbero chiesto 300 euro al camionista tedesco per evitare la multa dopo un controllo nei pressi del casello autostradale di Orte.  

Peccato, per l’appunto, che la vittima non sia mai stata sentita in aula, mentre il carabiniere che avrebbe raccolto la denuncia è stato ascoltato solo a distanza di dieci anni, il 13 settembre 2017, perché, nel frattempo congedato dall’arma con disonore, per anni non si è presentato a raccontare la sua versione in tribunale. 

Non è stata una deposizione facile quella dell’ex carabiniere, oggi cinquantenne, la cui attendibilità è stata messa a dura prova dai difensori dei poliziotti, gli avvocati Luigi Fiocchi e Loris Matrella del foro di Terni. I legali gli hanno ricordato, oltre a cose ancora più personali, l’arresto da parte dei carabinieri di Civita Castellana per avere rapinato una polacca e il relativo patteggiamento a un anno. 

Il testimone, messo sotto torchio anche da tribunale e accusa, ha ribadito davanti alla pm Chiara Capezzuto la sua versione. “Ero davanti al Carpe Diem quando ho visto il camionista fare avanti e indietro 3-4 volte dal bancomat verso la pattuglia – ha spiegato – gli ho chiesto cosa stesse succedendo e lui mi ha detto che i poliziotti gli avevano chiesto 300 euro per non fargli una multa, ma che non riusciva a prelevare. Io, infatti, non l’ho visto prendere soldi. Ma ho subito chiamato al telefono il comandante della stazione di Orte, competente per territorio, che poi è intervenuto”. 


Articoli: Poliziotti a processo, fondamentale la testimonianza della vittima – Dacci 300 euro e ti togliamo la multa


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27 dicembre, 2018

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