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Tribunale - Orte - Imputato di omicidio colposo un inquilino - Le fiamme sarebbero partire dal suo congelatore

Ultraottantenne muore asfissiato nell’incendio di una palazzina, processo al via

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Orte - La palazzina a corso Garibaldi in cui c'è stato l'incendio

Orte – La palazzina a corso Garibaldi in cui c’è stato l’incendio

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Orte – La palazzina a corso Garibaldi in cui c’è stato l’incendio

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Orte – La palazzina a corso Garibaldi in cui c’è stato l’incendio

Orte – Ultraottantenne muore asfissiato nell’incendio di una palazzina, processo al via. Imputato un inquilino dello stabile, difeso dall’avvocato Angelo Giuliani, sostituito alla prima udienza dal collega Giuliano Migliorati. Le fiamme sarebbero partire dal suo congelatore in cantina. Parte civile il figlio della vittima, assistito dagli avvocati Francesco e Roberto Massatani.

Ieri il giudice Silvia Mattei, su richiesta dell’accusa, in corso di ammissione prove, ha acquisito la relazione dell’intervento effettuato dai vigili del fuoco il 15 marzo 2016 e il relativo fascicolo fotografico

Si è aperto così il processo per l’incendio esploso verso l’una e mezza della notte tra il 14 e il 15 marzo di due anni fa in una palazzina dell’Ater a Orte, in corso Garibaldi.

Il bilancio fu di un morto e 15 persone evacuate, mentre l’innesco sarebbe stato il surgelatore dell’imputato, custodito sembra in un locale fatiscente e non a norma.

Un incendio doloso o colposo, dunque, anche se bisognerà aspettare l’anno prossimo per sapere con certezza cosa lo abbia provocato. Il processo entrerà nel vivo il 15 maggio, quando saranno sentiti i primi testimoni della procura, per proseguire, a ritmi serrati, il 5 giugno, il 19 giugno e il 10 ottobre. 

Nel frattempo è facilmente prevedibile una guerra tra i periti dell’accusa e della difesa. Non è infatti chiaro se le fiamme siano divampate perché la cella frigorifera era stata collegata in maniera approssimativa alla corrente elettrica oppure a causa di un fatale corto circuito. 

Fatto sta che in breve l’intero edificio fu avvolto da un fumo acre, che provocò un fuggi fuggi di tutti i residenti, tra i quali la vittima.

A farne le spese un anziano di 85 anni, Luigi Stefanini, ucciso dalla nuvola di monossido di carbonio che lo avrebbe investito mentre cercava una via d’uscita, non appena aperta la porta di casa. Il poveretto, colto da malore, non avrebbe fatto neanche in tempo a imboccare per le scale.

Furono attimi drammatici. Troppo pericoloso passare dalle scale. I vigili del fuoco furono costretti a evacuare le persone rimaste intrappolate ai piani superiori della palazzina dalle finestre e dai balconi con l’aiuto dell’autoscala. Sotto le ambulanze pronte a trasferire in ospedale eventuali feriti.

In totale dovettero abbandonare in fretta e furia la propria abitazione 15 persone. Momenti di grande concitazione, dopo di che i pompieri riuscirono a fare in modo che le fiamme non si propagassero ulteriormente negli altri appartamenti. 

Due gli appartamenti danneggiati e dichiarati inagibili, al primo e al secondo piano. Il corpo senza vita di Stefanini, fu ritrovato nella camera da letto dell’appartamento al secondo piano, dove l’anziano viveva e dove è stato colto dal malore che gli è stato fatale dopo avere respirato il velenoso fumo sprigionato dall’incendio, che lo ha intossicato.

Inutile ogni tentativo di soccorso da parte dei sanitari del 118, intervenuti sul posto assieme a carabinieri e vigili del fuoco.

Per il poveretto, nonostante la tempestività dell’intervento, non c’è stato niente da fare. E’ morto avvelenato. L’autopsia ha poi confermato che a causare il decesso è stata un’asfissia provocata dal monossido di carbonio respirato a causa dell’incendio.

Silvana Cortignani

 


Articoli: Muore asfissiato in una palazzina in fiamme, a giudizio un inquilino – In fiamme palazzina, un morto e 15 evacuati
Multimedia:  video – fotocronaca – slide

 

 


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15 dicembre, 2018

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