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Tribunale - Imputata di peculato, truffa e falso l'attuale dirigente regionale Flaminia Tosini - L'indagine è scaturita dalla maxinchiesta "Tutor"

Uso personale dell’auto di servizio, a giudizio ex funzionaria della provincia

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Flaminia Tosini

Flaminia Tosini

L'avvocato Marco Valerio Mazzatosta

Il difensore Marco Valerio Mazzatosta

Viterbo – Al via il processo per peculato, falso e truffa all’ex funzionaria provinciale Flaminia Tosini. 

Archiviata la maxinchiesta Tutor, in cui era indagata per abuso d’ufficio per la firma di una determina relativa all’affidamento del servizio “autovelox” sulla Nepesina, per l’ex funzionaria della Provincia, attuale direttore politiche ambientale e gestione rifiuti della Regione Lazio, si è aperto ieri il processo per peculato, truffa e falso scaturito dall’indagine del 2015 del pubblico ministero Massimiliano Siddi.  

La Tosini, difesa dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, è finita nei guai in seguito a delle intercettazioni dalle quale sarebbe emerso l’uso personale dell’auto di servizio della Provincia, un suv Fiat Sedici, ai tempi in cui l’ingegnera era dirigente a Palazzo Gentili. 

Secondo la testimonianza rilasciata da un ex dipendente dell’ente di via Saffi al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, tutto sarebbe partito da delle presunte alterazioni del libro di viaggio relativo al luglio 2014.

“Usavo anche io la stessa auto per i sopralluoghi, dopo i quali andava annotato il chilometraggio e chi di noi aveva preso la macchina”, ha spiegato il testimone.

“Il 18 luglio 2014 – ha proseguito – ho trovato 240 chilometri non miei, che non erano stati scaricati. La Tosini, per telefono, mi disse di scrivere ‘due volte Orte’. Ma io pensai che 240 chilometri per andare due volte a Orte erano tanti, al massimo cento, così non li ho scaricati. Poi la funzionaria si corresse, dicendomi che il 16 luglio era stata a Orte e il 17 luglio a Tarquinia e Montalto. E io così ho scritto”.

“L’annotazione l’ho fatto io, la grafia della Tosini non c’è da nessuna parte”, ha precisato poi l’ex dipendente della Provincia, rispondendo a una precisa domanda del difensore Mazzatosta. 

Oltre al giallo dei 240 chilometri, un altro particolare ha però insospettito gli investigatori del nucleo di polizia giudiziaria della stradale. Per la precisione una contravvenzione elevata alla vettura della Provincia dalla municipale di Bassano in Teverina, relativa a una presunta violazione del codice della strada commessa il 17 luglio 2014. Lo stesso giorno in cui, stando al liìbro di viaggio del Fiat Sedici, la Tosini, che avrebbe personalmente presentato ricorso in prefettura, avrebbe dovuto trovarsi dalla parte opposta della provincia, sul litorale, tra Tarquinia e Montalto di Castro. 

“Il ricorso arrivò in prefettura – ha confermato un addetto del palazzo del governo – furono chieste le controdeduzioni al comando accertante, ossia la polizia locale di Bassano in Teverina. Per un problema tecnico, però, queste furono visualizzate dopo la decorrenza dei termini, per cui il verbale fu archiviato, senza entrare nel merito”. 

Il processo riprenderà il prossimo 20 marzo, quando sarà sentito un ispettore della Polstrada e tre testimoni della difesa. 

Silvana Cortignani


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20 dicembre, 2018

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