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Tribunale - Imputato un uomo che avrebbe cercato di incastrare per vendetta il rivale in amore

“Mi hanno accoltellato”, finisce a processo per calunnia

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Tribunale

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Viterbo – Denuncia per vendetta un connazionale dicendo di essere stato accoltellato la sera del 3 settembre 2011 a Viterbo, poi viene fuori che non era vero e finisce sotto processo per calunnia. Dietro la falsa denuncia ci sarebbe stata la volontà di farla pagare al rivale d’amore che gli aveva soffiato la fidanzata. 

Al centro del processo la vicenda dai contorni di giallo di un uomo di origine romene residente a Zepponami che nell’estate del 2011 avrebbe allacciato una relazione sentimentale con una cinquantenne di Soriano nel Cimino. L’imputato si sarebbe innamorato perdutamente della donna, un’italiana, che però dopo averlo illuso lo avrebbe lasciato per un connazionale, al che lui, per disperazione, si sarebbe accoltellato più volte da solo una gamba, denunciando poi per vendetta il rivale. 

Una versione tutta da provare, dal momento che la presunta fidanzata contesa, oggi 58enne, non ha chiarito gli aspetti più nebulosi della storia, ammettendo a stento di avere avuto una relazione con l’imputato, “tra il 31 luglio e il 28 agosto”. Del presunto rivale che avrebbe spinto l’ex ad accoltellarsi da solo a una gamba, la donna ha detto in prima battuta “lo conoscevo di vista”. 

Ha invece insistito sulla delusione d’amore un connazionale dell’imputato, sostenendo di averlo avuto ospite in casa sua per tutto il weekend.

“E’ arrivato venerdì e non si è più mosso. Stava passando un brutto periodo, era depresso, disperato perché da pochi giorni l’italiana di cui si era innamorato lo aveva lasciato. Beveva e fumava, fumava e beveva. Era sempre ubriaco sul divano a parlare di lei. La sera del 3 settembre all’improvviso ha cominciato a piantarsi un coltello che aveva in mano sulla coscia, due-tre volte, e intanto la chiamava per nome”.

Una scena drammatica, a detta del teste. “Sanguinava, ma ha rifiutato di farsi portare al pronto soccorso dell’ospedale, per cui l’ho medicato io alla meglio, con l’alcol che avevo nell’arnadietto. L’ho fatto rimanere da me anche domenica, poi il lunedì mattina l’ho cacciato. Non so cosa abbia fatto dopo, non so se abbia litigato con qualcuno”, ha concluso. 

Per capire com’è veramente andata, bisognerà sentire la presunta vittima della calunnia, ma ieri l’uomo non si è presentato.

Il processo riprenderà l’8 febbraio. 

 


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12 gennaio, 2019

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