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Tribunale - Vittima don Camillo, il parroco ultranovantenne di Castiglione in Teverina - In trasferta da Sirmione con l'auto noleggiata a Arezzo il presunto ladro

Prima chiede indicazioni e poi va a rubare a casa del prete…

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Castiglione in Teverina – (sil.co.) – Prima chiede indicazioni e poi va a rubare a casa del prete. Protagonista un presunto ladro venuto nella Tuscia da Sirmione con un’auto noleggiata a Montevarchi di Arezzo. 

E’ successo il 14 aprile 2016 a Castiglione in Teverina, dove l’insolita richiesta a una donna del paese da parte di un forestiero non è passata inosservata, considerata la veneranda età del parrocco don Camillo Gentili, classe 1927, all’epoca 89enne e da tempo in pensione. 

“Erano circa le 13,40 quando la passante mi ha telefonato sul cellulare, ce l’hanno tutti i compaesani, insospettita dalla richiesta che le aveva fatto uno sconosciuto che transitava in piazza Maggiore a bordo di una Fiat Punto bianca”, ha spiegato lunedì la giudice Giacomo Autizi il comandante della locale stazione dei carabinieri Fabio Ceccarelli.

“Guarda caso proprio un attimo prima mi aveva telefonato il parroco reggente per dirmi che c’era stato il furto di un portafoglio a casa di don Camillo, da parte di uno che si era fatto aprire spacciandosi per uno di chiesa”, ha proseguito il militare.

A tradire il presunto ladro, le telecamere della videosorveglianza del Comune: “Abbiamo visto chiaramente l’uomo che chiedeva informazioni alla testimone in piazza Maggiore, poi andava a casa di don Camillo, quindi riprendeva la macchina, la cui targa abbiamo letto chiaramente dal filmato della telecamera in fondo a via del Rivellino. Era una macchina a noleggio”.

I militari sono così risaliti a un autonoleggio di Montevarchi, in provincia di Arezzo, e da lì all’attuale imputato, un uomo d’origine algerina, residente a Sirmione, sul lago di Garda, con un analogo precedente dal quale sarebbe stato però prosciolto. Il titolare della società toscana, anche in lui in aula, lo ha identificato tramite la patente di guida. “Nessun dubbio che fosse lui”, ha detto. 

“I colleghi di Sirmione ci hanno mandato la foto del sospetto, che abbiamo mostrato a don Camillo, il quale ha identificato l’autore del furto e ha sporto denuncia”, ha concluso il comandante. 

Per evitare di dover chiedere all’ex parroco di Castiglione in Teverina, nel frattempo ultranovantenne, di venire a testimoniare in tribunale, la difesa ha acconsentito all’acquisizione del verbale di individuazione fotografica e della querela sporta da don Camillo. 

La sentenza è stata rinviata al 21 marzo. 


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26 febbraio, 2019

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