Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - L'imputato si difende: "Mi sento perseguitato dai miei colleghi"

Ex carabiniere alla sbarra per stalking e resistenza

Condividi la notizia:

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – Ex carabiniere a processo per stalking e resistenza si difende e rilancia dicendo di sentirsi lui perseguitato, vittima dei colleghi dell’arma e di un inquilino che avrebbe dovuto restare nella sua abitazione soltanto tre mesi. Tre le parti civili.

I fatti, avvenuti in un paese della provincia di Viterbo, risalgono al periodo che va da novembre 2011 a marzo 2012. 

“A luglio 2011 avevo accettato di ospitare nella mia casa fresca di cantiere una persona che mi era stata presentata dal costruttore col dire che sarebbe rimasta solo tre mesi, riservandomi una stanza per il weekend, perché all’epoca vivevo a Roma dove ero in servizio presso il Nas”, ha detto in aula l’imputato, difeso dall’avvocato Samuele De Santis.

A novembre, però, l’inquilino non solo non se ne sarebbe andato, ma avrebbe anche subaffittato il garage di cui aveva la doppia chiave, per cui l’ex carabiniere, in congedo per motivi di salute fisici da marzo 2013, avrebbe cambiato il blocchetto della serratura. 

“Ho solo tentato di convincerlo a lasciare il mio appartamento, per il quale non aveva alcun contratto di affitto, visto che c’era stato solo un accordo verbale, e per il quale non aveva mai contribuito nemmeno al pagamento di una bolletta. Ma lui è arrivato a registrare a nome proprio il contratto, approfittando di una legge contro gli affitti al nero che era in vigore all’epoca, in modo da intestarsi il contratto dell’acqua, una volta scaduto il periodo in cui il condominio usufruiva ancora dell’acqua del cantiere. Se ne è andato solo quando sono andato all’agenzia delle entrate e, a spese mie, ho fatto la risoluzione di quel contratto”, ha proseguito.

Sul posto diverse volte sarebbero intervenuti i carabinieri della locale stazione, con cui ci sarebbero però stati degli attriti per una vecchia vicenda, risalente al 2004, in seguito alla quale i militari avevano anche sporto una denuncia contro il collega.  “Nonostante fossi in divisa e mi conoscessero benissimo, ogni volta mi chiedevano i documenti e io non glieli davo perché sapevano benissimo chi ero. Nei miei confronti dimostravano astio, pregiudizi, preconcetti. Ma non è vero che ho speronato una macchina dei carabinieri durante un inseguimento, mi hanno seguito, ma erano con i lampeggianti spenti”, ha detto riferendosi all’accusa di resistenza. 

“Mi sono sentito perseguitato dai carabinieri – ha concluso, sottolineando – sono stato riformato per motivi fisici, non psicologici. E volevo solo che l’inquilino se ne andasse, perché sapevo che di lì a breve avrei avuto bisogno di avere la mia casa tutta per me”.

Terminato l’esame dell’imputato, chiesto solo dalla difesa, il giudice ha rinviato il processo al  13 marzo per la sentenza. 

 

 

 


Condividi la notizia:
25 febbraio, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR