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Anche tu redattore - Viterbo - Maria Elena Pierini risponde all'intervento della consigliera comunale Ombretta Perlorca (Lega) sul piano del commercio

“La ‘malamovida’ notturna non tiene in vita il centro storico…”

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Viterbo - La movida in centro storico

Viterbo – La movida in centro storico

Viterbo - Ombretta Perlorca

Viterbo – Ombretta Perlorca

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentilissima signora Perlorca, anche se non condivido la sua ‘visione’ sul centro storico, in particolare sul quartiere di San Pellegrino, la rispetto, perché ciascuno di noi ha una propria storia, che lo ha condotto a maturare determinate convinzioni e filosofie di vita.

Per quanto mi riguarda io, insieme a molti altri, ho scelto di andare a vivere a San Pellegrino, all’incirca nello stesso periodo in cui lei, per le motivazioni che ha pubblicamente esplicitato, ha deciso di lasciarlo.

A dettare la mia scelta è stata la poesia che vi si respirava, la storia che trasudava dai vicoli e dalle vecchie pietre, l’aria di famiglia che aleggiava sul ciacolare delle vecchiette (non so se le stesse di cui parla lei) sedute lungo la strada. Ci vivo da circa 40 anni e non mi sono mai pentita della mia decisione e non vorrei vivere altrove, perché è lì che mi riconosco. E ho accettato di buon grado le restrizioni e i sacrifici che comporta vivere in un centro storico, a fronte del privilegio di abitare in un luogo non comune e di costituire, insieme agli altri che hanno fatto la stessa scelta, una sorta di sentinella a salvaguardia di uno degli angoli più belli della nostra bella città, purtroppo poco amato e considerato dai concittadini, come si evince dalle sue parole.

Mi aspettavo che con il tempo le scelte politiche avrebbero reso giustizia al centro storico, finalmente riconoscendone il valore, se non altro ai fini di un futuro sviluppo turistico della città, invece gli indirizzi (o la vacanza) della politica hanno consentito proprio in quel luogo prezioso e fragile, l’instaurarsi di una movida becera e scomposta, che naturalmente collide con la residenzialità e ha già spinto molti a lasciare il centro.

Ma, come ho detto prima, i residenti sono le sentinelle contro il degrado e l’illegalità, nessuna città sopravvive all’assenza degli uomini, nessuna attività può prosperare, le strutture si deteriorano, le case crollano (già sta succedendo). A dispetto di quanto molti pensano, non è la “malamovida” notturna a tenere in vita il centro storico, anzi è proprio essa la fonte della sua morte. Non sono i residenti a volerne fare un museo, è l’uso sconsiderato a trasformarlo in una città fantasma.

La presenza di ristoranti, bar e pub può essere una risorsa per il quartiere, purché ci sia il rispetto dei diritti delle persone e della dignità dei luoghi e i gestori, soprattutto quelli dei pub, devono farsi carico di questo patto di civiltà, contenendo le intemperanze dei loro clienti. Nel quartiere sono sorte numerose strutture di accoglienza per i turisti, la “malamovida” oltre a provocare danni materiali e degrado, indispettisce e talvolta scandalizza proprio i turisti, che non vengono in città per frequentare la vita notturna, ma per visitare le bellezze naturali e artistiche di Viterbo e del suo territorio. E inoltre impedisce ai residenti di espletare durante il giorno le loro normali attività. Anche se le sembrerà strano, insieme alle quattro vecchiette, vi risiedono molte più persone di quanto lei possa immaginare, di ogni ceto sociale.

Se la sensibilità e la cultura di chi gestisce le attività notturne non sono sufficienti alla maturazione di un clima disteso di collaborazione, allora è opportuno che intervengano le istituzioni a dettare regole miranti alla salvaguardia del patrimonio culturale e storico della città e alla difesa dei cittadini, che hanno tutti quanti (quand’anche fossero quattro-cinque vecchiette) gli stessi diritti.

Pertanto concludo affermando che sono pienamente d’accordo con lei: vivere a San Pellegrino è una scelta, una scelta degna di ogni rispetto come qualsiasi altra, una scelta che non può comunque precludere il godimento di tutti quei diritti di cui tutti i cittadini sono titolari. Ed è appunto alle istituzioni in ultima istanza che i residenti del quartiere San Pellegrino si appellano perché tali diritti vengano tutelati.

Maria Elena Pierini


L’intervento di Ombretta Perlorca: “Nessuno obbliga ad abitare in centro, ci sono rimaste 4 vecchiette poracce che non hanno altro”


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6 febbraio, 2019

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