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Ricordi - La nascita dell'ateneo nel 1979

Mezzo secolo di università a Viterbo tra libera e statale

di Vincenzo Ceniti

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Nella foto una delle classi con gli studenti dell’America Latina

Nella foto una delle classi con gli studenti dell’America Latina

Viterbo – “La legge è stata approvata. Viterbo ha l’Università di stato”. Telefonata lampo sul fisso di palazzo Madama (non c’erano i cellulari) del senatore Onio Della Porta al sindaco Rosato Rosati e al segretario provinciale della Democrazia Cristiana Renzo Trappolini. E’ il 28 marzo 1979.

Considerati i dieci anni di Lut (Libera università della Tuscia), l’ateneo viterbese compie quest’anno mezzo secolo di vita.

In un baleno la notizia dell’ok raggiunse tutti. Il consiglio provinciale, riunito a palazzo Gentili si fermò. Il primo commento a pieni polmoni fu del presidente Ugo Sposetti “Ora dobbiamo pensare senza perdite di tempo alla città universitaria”.

Interviste a caldo da ricordare. Il commissario straordinario del consorzio Mario Moscatelli parla di 10/15mila studenti che cambieranno il volto della città. Il sindaco Rosati si preoccupa della sistemazione del personale non docente e delle posizioni degli studenti della Lut. Aurelio Rizzacasa (vice presidente del Comitato per l’Università) guarda ai corsi di laurea indicati nella legge ma pensa già ai futuri ampliamenti. Renzo Trappolini “E’ stata vinta una battaglia epocale per Viterbo e la Tuscia”. Oreste Massolo (segretario della federazione Comunista viterbese) “Si apre una pagina nuova per la vita culturale ed economica della Tuscia”.

Soddisfazione anche da parte di Nicola Serra (PSI) e Santo Di Gregorio (PSDI). Dietro a tutti e su tutti Gilberto Pietrella, primo commissario del Consorzio per la Libera Università costituito nel 1969 tra Comune, Provincia e Camera di Commercio (con la successiva adesione della Cassa di Risparmio e della Banca del Cimino). .

L’iter per il riconoscimento statale è stato impervio e sofferto come accade per tutte le iniziative che fanno la storia. Pietrella dirà “Sono contento per quei ragazzi, sono contento per Viterbo”. Prova di grande dignità se pensiamo alla sua emarginazione politica nel 1977 con successivo incarico di commissario straordinario del Consorzio a Mario Moscatelli. Per la storia va ricordato che negli anni Cinquanta Gamaliele Bonavia (PSI) e Ovidio Cusi (DC) già parlavano di una Università a Viterbo, ma i tempi non erano ancora maturi. Va anche detto che Giulio Andreotti nume tutelare della Tuscia ci mise molto del suo.

Nel 1968 dette vigore alla proposta con un convegno della rivista “Concretezza” da lui diretta. L’avvio ufficiale è consacrato nella GU 107 del 18 aprile 1979 che individua (legge 3 aprile 1979) la seconda Università di Roma e quelle di Viterbo e Cassino. Si parte con i corsi di Conservazione dei Beni Culturali e Lingue Straniere Moderne; successivamente di Scienze agrarie e chimica.. La legge indica le modalità per il riconoscimento degli studi, degli iscritti e l’assunzione del personale docente già in servizio.

Un risultato così clamoroso stenta però a trovare in città i riscontri che avrebbe meritato a conferma dell’atavica flemma con cui Viterbo è solita accogliere le novità. C’è però da dire che in quel 1979 la situazione politica e sociale nel nostro paese non era delle più favorevoli: tensioni per la barbara uccisione di Aldo Moro pochi mesi prima, crisi di governo (si risolverà con due rimpasti Andreotti e Cossiga), attentato delle Br alla sede Dc di piazza Nicosia a Roma, scontri in varie università italiane, accesi dibattiti sul nucleare (non solo Montalto di Castro), scioperi a ripetizione (anche quello dei dipendenti del pubblico impiego), bomba delle Br a Regina Coeli, crisi energetica e via discorrendo.

Bisognerà attendere alcuni anni per avviare a Viterbo l’organizzazione del’ateneo e affrontare i non pochi problemi logistici e strutturali. Ci vorrà il contributo assiduo e sapiente del rettore (dal 1982) Giantommaso Scarascia Mugnozza, altro personaggio insieme a Gilberto Pietrella cui la città deve molto. Il resto è storia recente.

Ma torniamo alla Lut che come detto è stata le genitrice dell’ateneo di stato. L’anno fatidico, abbiamo ricordato, è il 1969. Occorreva fare in fretta poiché era già nell’aria la notizia che quanto prima le università sarebbero state istituite per legge (fino ad allora bastava il provvedimento amministrativo). Dunque si doveva costituire rapidamente il Consorzio che venne deliberato dal Comune, dalla Provincia e dalla Camera di commercio. Gilberto Pietrella, allora assessore provinciale alla Pubblica istruzione, si prodigò in prima persona presso il prefetto Raimondo Nicastro per la rapida approvazione del decreto istitutivo.

La Lut avviò subito tre facoltà. Magistero, Economia e commercio e Scienze politiche. Primo rettore Nestore Narduzzi, apertura del primo anno accademico il 15 dicembre 1969. Non furono però tutte rose e fiori. Nel 1977 i dissensi politici misero in cristi finanziaria il Consorzio. Per ragioni politiche venne allontanato Pietrella e il prefetto nominò commissario straordinario Mario Moscatelli che tenne con perizia e professionalità il timone della Lut fino al riconoscimento del 1979.

Nel piano di studi di Economia e commercio era inserita Economia del turismo che venne affidata ad Enrico Vismara (allora dirigente del ministero del Turismo e dello spettacolo) fratello del giornalista e corrispondente del Messaggero Sandro Vismara che dette anche lui contributi efficaci e discreti per l’affermazione dell’ateneo viterbese.

Chi scrive ha partecipato alle lezioni di Economia del turismo come “assistente esercitatore” in qualità di direttore dell’Ept di Viterbo insieme a Domenico Masnada allora direttore dell’Azienda Autonoma Turismo di Orvieto.Non solo. La Lut organizzò negli anni Settanta sei corsi annuali di specializzazione nel Turismo per operatori dell’America Latina e i Corsi per direttori di albergo, ambedue finanziati dal ministero degli Affari esteri e affidati al coordinamento di Alberto Sessa.

In un paio di corsi per gli allievi dell’America Latina assunsi il ruolo di coordinatore delle attività sportive di didattiche. Organizzai per loro un torneo di calcio ed alcune visite guidate nella Tuscia viterbese e a Firenze e Napoli.

Vincenzo Ceniti Console
Viterbo Touring Club


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23 febbraio, 2019

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