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Incidente sulla Commenda - In una lettera su Facebook il dolore di un'intera comunità per la morte di Andrea Paoletti

“Sei negli occhi pieni di pianto di tutti gli abitanti di Cellere”

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Andrea Paoletti

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Cellere – “Sei negli occhi pieni di pianto di tutti gli abitanti di Cellere, di un’intera comunità rimasta scioccata dalla drammatica fine della tua giovane vita. Ciao Andrea, tutti ti abbiamo amato e resterai nei nostri cuori”.

Cellere resta sotto shock. E a due giorni dal tragico incidente sulla Commenda, che si è portato via Andrea Paoletti, ancora non riesce a trovare il perché, se un perché c’è, di una morte così improvvisa quanto prematura. “Cellere piange un suo giovane figlio” e esprime il suo dolore attraverso le parole di Mario Olimpieri, presidente del centro sociale anziani.

La lettera, pubblicata su Facebook, è stata condivisa anche sulla pagina del comune di Cellere. “Carissimo Andrea, sono sempre piuttosto desideroso di scrivere e di esporre i miei sentimenti, ma tu hai deciso di mettermi in difficoltà perché non riesco a trovare le parole giuste per commentare ciò che ti è accaduto. Ci proverò ugualmente, iniziando a dire com’è stata la mia conoscenza nei tuoi confronti, e ciò che mi viene subito in mente è il tuo volto buono, tranquillo e soprattutto sorridente. Ho passato in rivista le varie foto che ti ritraggono, e in tutte sei con il sorriso e con la gioia di vivere. Ti vedo insieme con la tua cara sorella Federica e in una foto che vi ritrae insieme nel giorno del suo matrimonio siete entrambi splendidi, perché manifestate un grande, schietto e reciproco amore. In altre foto sei tu il festeggiato e sorridi alla vita e alla tua giovane crescita nei vari compleanni, e sei sempre attorniato da Federica e soprattutto dai tuoi adorati genitori Albertina e Ruggero, orgogliosi di te, splendido figlio”.

Andrea, 22 anni ad aprile, lavorava nell’officina di famiglia. “Personalmente non ho avuto la frequente occasione di avere uno stretto contatto con te, ma le poche volte che ti ho incontrato nell’officina di tuo padre ti sei sempre mostrato, com’era tua normale consuetudine, sorridente, rispettoso, educato, gentile ed accogliente. Potrei continuare con altri numerosi aggettivi, ma quelli più genuini li hanno già espressi i tuoi veri amici. Ho letto le loro espressioni di affetto, dove tu risulti un amico sincero e generoso, sempre disponibile alle giovanili risate e alle azioni di aiuto nei loro confronti. Ti ho anche visto più volte nei vari spettacoli, dopo le intense fatiche e gli allenamenti in palestra con il tuo maestro e amico Francesco. Ebbene, ti ho ammirato per le tue capacità atletiche e ballerine e per il tuo evidente impegno. Ma più e meglio di me stanno scrivendo su di te i tuoi amici, delusi da quegli angeli che ti hanno voluto troppo presto in loro compagnia”.

La lettera rivolge un pensiero anche alla mamma e al papà di Andrea, dilaniati dal dolore. “La difficoltà più dura la trovo per rivolgermi ai tuoi genitori, Albertina e Ruggero. Ogni parola, sia pur la più sincera e partecipativa, sento che risulterebbe vana perché mai riuscirebbe a colmare quell’enorme vuoto che hai lasciato in loro. Sì, vorrei incoraggiarli, invitarli alla dolorosa rassegnazione, ma avverto che le mie e le vostre parole sarebbero piuttosto inefficaci e molto distanti dalla capacità di ricucire un rapporto crudelmente stroncato con il loro amato figlio, carne della loro carne, che non potranno più accarezzare se non nel grandissimo e amorevole ricordo”.

Andrea era anche un volontario della protezione civile. “Ti sei sempre impegnato nelle varie attività celleresi, soprattutto come membro della protezione civile, in seno alla quale lasci un apprezzato ricordo per la tua puntuale presenza e per il generoso impegno. Andrea, tu sei negli occhi pieni di pianto di tutti gli abitanti di Cellere, di un’intera comunità rimasta scioccata dalla drammatica fine della tua giovane vita. Ciao Andrea, tutti ti abbiamo amato e resterai nei nostri cuori”.


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19 febbraio, 2019

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