Viterbo – (sil.co.) – Sul treno, tira fuori i genitali e li appoggia sulla coscia di una viaggiatrice.
Vittima una studentessa ventenne che nella primavera 2016 stava andando in treno all’università. Se lo è ritrovato davanti per puro caso dopo un paio di mesi e lo ha riconosciuto. Lui, un 68enne, per quell’approccio sessuale è finito sotto processo per violenza.
La giovane, subito dopo il fatto, sporse denuncia contro ignoti alla polizia ferroviaria, fornendo però un dettagliato identikit del molestatore, dall’aspetto fisico all’abbigliamento.
A distanza di un paio di mesi, il 16 maggio di tre anni fa, se lo è ritrovato davanti per caso. Mentre stava di fronte alla stazione di Porta Romana, la ventenne si è imbattuta in una pattuglia della Polfer che stava controllando uno straniero. Le è bastato uno sguardo per capire che l’extracomunitario era il maniaco che l’aveva molestata qualche settimana prima. E le è bastato un attimo per dirlo agli agenti in mezzo ai quali l’uomo si trovava.
“Quando ci ha detto che era lui l’uomo che le aveva appoggiato i genitali sulla gamba, abbiamo confrontato con la descrizione fatta nella denucia e corrispondeva in tutto e per tutto”, ha confermato uno degli agenti intervenuti al processo in cui l’uomo, un 68enne, deve rispondere di violenza sessuale.
Il prossimo 12 novembre sarà la presunta vittima a parlare davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei.
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