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Inchiesta sul Crea - Notificata la misura cautelare al presidente della Talete - Il caso sul Consiglio per la ricerca in agricoltura finisce nell'agenda del ministro Gian Marco Centinaio

Salvatore Parlato è agli arresti domiciliari

di Raffaele Strocchia
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Salvatore Parlato

Salvatore Parlato

Guardia di finanza

Guardia di finanza

Roma – Salvatore Parlato è agli arresti domiciliari. Il presidente del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, è recluso in casa da sabato sera, quando la Guardia di finanza di Roma gli ha notificato la misura cautelare disposta dal gip.

I militari delle fiamme gialle hanno atteso Parlato, 46 anni, all’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, dove è atterrato dopo un volo di oltre dieci ore. Il presidente del Crea si trovava in vacanza alle Maldive, ed è per questo che l’ordinanza d’arresto nei suoi confronti è rimasta in sospeso per quattro giorni. Le prime misure cautelari sono state consegnate martedì scorso: una ha raggiunto il direttore generale dell’ente, Ida Marandola, anche lei ai domiciliari, mentre le altre erano indirizzate a tre funzionari, per i quali è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo, che prima dell’inchiesta sul Crea ha coordinato quella su Mafia Capitale ed è stato nel pool di magistrati di Mani Pulite, ipotizza i reati di abuso d’ufficio, peculato e falso. Il pm, nelle carte, parla di “gravi irregolarità nella gestione dell’ente”. Il Crea è il principale ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo. Istituito nel 2015, è nato dalle ceneri del Cra, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, e dell’Inea, l’Istituto nazionale di economia agraria.

L’operazione, condotta per un paio d’anni dai militari del nucleo economico-finanziario, questa settimana finirà anche nell’agenda del ministro del Mipaaft, Gian Marco Centinaio. “La prossima settimana – ha scritto sabato su Twitter – affronterò la questione Crea. La ricerca prima di tutto, e voglio tutelare chi ci lavora con passione e serietà”. Non è escluso che l’ente venga commissariato. Mercoledì, in una lettera indirizzata al capo del dicastero delle politiche agricole, i direttori dei dodici centri di ricerca del Crea hanno espresso “forte preoccupazione per il processo di riorganizzazione e rilancio in corso, nonché per l’impatto sulle attività di ricerca e di servizio che l’ente svolge”. Hanno inoltre chiesto “la massima attenzione verso l’ente, al fine di non vanificare i progressi interni degli ultimi anni e l’apprezzamento del mondo esterno verso le professionalità e le attività presenti”.

Salvatore Parlato è presidente del Crea dal 2017. Prima, per due anni, è stato commissario straordinario. Ma Parlato è anche presidente della Talete, la società che gestisce il servizio idrico integrato per 58 comuni del Viterbese e per tre comuni della provincia di Roma. Nonostante Talete non c’entri nulla con l’inchiesta, è inevitabile che questa incida pure sui suoi equilibri. “Tutti gli uffici, nel rispetto delle proprie competenze – ha spiegato Giuseppe Fraticelli, membro del Cda -, sono impegnati nel verificare ciò che dovrebbe essere assunto per non far rimanere la società priva dell’organo che la rappresenta legalmente”. Ovvero, il presidente.

Raffaele Strocchia


Articoli: Salvatore Parlato rientra dalle Maldive – Il ministro Gian Marco Centinaio: “Crea, sto valutando il commissariamento” – Giuseppe Fraticelli (Cda Talete): “Talete, Parlato è ancora presidente con pieni poteri” – Arresti domiciliari per Salvatore Parlato


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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11 marzo, 2019

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